Sui quaderni di scolaro
Su i miei banchi e gli alberi
Su la sabbia e la neve
Scrivo il tuo nome
Su ogni pagina che ho letto
Su ogni pagina che é bianca
Sasso sangue carta o cenere
Scrivo il tuo nome
[...]
Su le immagini dorate
Su le armi dei guerrieri
Su la corona dei re
Scrivo il tuo nome
Su la giungla ed il deserto
Su i nidi e le ginestre
Su la eco dell’infanzia
Scrivo il tuo nomeSu i miracoli notturni
Sul pan bianco dei miei giorni
Le stagioni fidanzate
Scrivo il tuo nomeSu tutti i miei lembi d’azzurro
Su lo stagno sole sfatto
E sul lago luna viva
Scrivo il tuo nomeSu le piane e l’orizzonte
Su le ali degli uccelli
E il mulino delle ombre
Scrivo il tuo nomeSu ogni alito di aurora
Su le onde e su le barche
Su la montagna demente
Scrivo il tuo nomeSu la schiuma delle nuvole
Su i sudori d’uragano
Su la pioggia spessa e smorta
Scrivo il tuo nomeSu le forme scintillanti
Le campane dei colori
Su la verità fisica
Scrivo il tuo nomeSu i sentieri risvegliati
Su le strade dispiegate
Su le piazze che dilagano
Scrivo il tuo nomeSopra il lume che s’accende
Sopra il lume che si spegne
Su le mie case raccolte
Scrivo il tuo nomeSopra il frutto schiuso in due
Dello specchio e della stanza
Sul mio letto guscio vuoto
Scrivo il tuo nomeSul mio cane ghiotto e tenero
Su le sue orecchie dritte
Su la sua zampa maldestra
Scrivo il tuo nomeSul decollo della soglia
Su gli oggetti familiari
Su la santa onda del fuoco
Scrivo il tuo nomeSu ogni carne consentita
Su la fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Scrivo il tuo nomeSopra i vetri di stupore
Su le labbra attente
Tanto più del silenzio
Scrivo il tuo nomeSopra i miei rifugi infranti
Sopra i miei fari crollati
Su le mura del mio tedio
Scrivo il tuo nomeSu l’assenza che non chiede
Su la nuda solitudine
Su i gradini della morte
Scrivo il tuo nomeSul vigore ritornato
Sul pericolo svanito
Su l’immemore speranza
Scrivo il tuo nomeE in virtù di una parola
Ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per chiamartiLibertà
(probabilmente la conoscevano stra-tutti)
P. Éluard
Giugno 25th, 2004 at 15:25
ma com’è bravo lui…
Giugno 25th, 2004 at 20:14
l’aveo letta a tredicianni e m’avea fatto hahare. a quindicianni di distanza confermo (cmq grazie, perché era un po’ che la cercavo pigramente; magari in francese…)
Giugno 26th, 2004 at 13:31
Non è èluard, però mi pareva gettonato, su questo blog…
K
La libertà
Giorgio Gaber
(1972)
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire unavventura,
sempre libero e vitale, fa lamore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere unopinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come luomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso lentusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o uninvenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Da “Dialogo tra un impegnato e un non so”
Giugno 28th, 2004 at 12:51
Hm, non capisco come si possa cercare un qualcosa che ha fatto ‘ahare, salvo improvvisi attacchi di stitichezza.
O meglio, di solito voglio sapere molto bene dove sono le cose che non sopporto: per non incapparci per sbaglio.
A parte questo, prima o poi farò una tragica ammissione su Gaber. Perderò parecchi amici, ma la farò.
Tra un po’.
Magari ci penso sopra, però, eh?
Giugno 1st, 2007 at 21:43
ciao la poesia non lo capita subito ma rileggendola piu volte ho capito il profondo messaggio che vuole mandare
Giugno 1st, 2007 at 21:43
ciao la poesia non lo capita subito ma rileggendola piu volte ho capito il profondo messaggio che vuole mandare
Giugno 1st, 2007 at 21:44
ciao la poesia non lo capita subito ma rileggendola piu volte ho capito il profondo messaggio che vuole mandare