Ieri sera esibizione in Polonia, ho sbagliato più delle altre volte (forse perché non mi hanno dato il tempo di scaldarmi e concentrarmi, forse perché ero meno carico, forse perché era un freddo cane, non so), ma è piaciuta, mi sono divertito e ho capito perché tutti mi dicono che i polacchi sono più calorosi dei tedeschi: tutto lo dicono perché, stranamente, i polacchi sono più calorosi dei tedeschi.
Anche se bisogna ammettere che ci sono vasche di azoto liquido più calorose della maggior parte della gente di Frankfurt(Oder).

Sono riuscito a farmi fare delle foto da una persona che NON era né Art Director, né talpa, bensì finlandese e con una buona padronanza dell’inglese e dell’italiano. Morosa di uno dei suonatori, per cui ci sono più foto (sfuocate, bebi, te l’avevo detto che l’esposizione era di un secondo, no?) del suo compagno che mie, ma almeno quelle che fa fatto sono dignitose.
A parte questa qui, in cui avevo appena iniziato ed ero un po’ (tanto) scazzato, le altre le metto nella continuazione dell’articolo. Così quelli a cui non interessa il mio esibizionismo timido (tutti a parte la mamma e Veronica, che cià un debole per queste cose), possono evitare di farsi schienare dal dover scaricare 5 foto sfuocate di scie luminose varie.
(nota: la foto è ridimensionata per soddisfare la risoluzione lillipuziana di una amica: se ci cliccate sopra, la vedete in tutto il suo splendore, hm, ok, vabbé, ci siamo capiti)
(nota per Fede: qui si vede meglio che NON sono sotto steroidi, no?)


Altra fotina inginocchiato. Pare che piaccia, la cosa.
Al solito, le cose difficili non le nota nessuno, le cavolate scenografiche scatenano l’applauso (e questo lo dice uno che, hej, gioca col fuoco, non è che non si noti)

Altra cosa estremamente semplice, ma che poiché porta il fuoco vicino alla faccia, ottiene sempre un applauso.
E vabbé. Mi sono rifiutato di farlo per un bel po’ di tempo, ma alla fin fine, il pubblico sono loro.
(Cosa che dovrebbero imparare, secondo me, molti DigJei, che hanno l’idea di sapere molto meglio loro quello che gli altri dovrebbero ascoltare, che gli altri lo vogliano o meno!)

Secondo me è carina, non che sia particolarmente impegnativa

Quello che mi piace di giocare con 2 bastoni infuocati, anche se è una fatica pazzesca, è che nelle foto sembro sempre un po’ Kalì.
Senza teschi alla cintura, però (hm… idea di costume di scena… sangue…)

Qui non si vede molto. Non so se stanno atterrando gli UFI o cosa, ma mi garba lo stesso.
Giugno 25th, 2004 at 12:07
belle, complimeti.
Giugno 25th, 2004 at 12:33
un’altra cosa che mi accomuna a tua mamma, ale!
penso che siano solo queste due ma non è poco ;-)
Giugno 25th, 2004 at 12:41
AHAHAHAHAH, e siamo solo noi due a conoscere l’altra!
Giugno 25th, 2004 at 12:50
;-)
Giugno 25th, 2004 at 12:52
ciao aliosha, sono io, il tuo vicino di casa…. o almeno… per l’anagrafe sono il tuo vicino di casa! 8)
cacchio! ( si puo dire cacchio?) ma sei piu fico di un BALROG!!!!
beh non ti offendere… detto da me è un gran complimento! Quando ero piccolo(quindi ancora oggi) e mi chiedevano: “che cosa vuoi fare da grande”?
io rispondevo “IL BALROG!” ....
...urgh… forse sono ancora allucinato dalla mia settimana-afterhour di configurazione pc (15 ore al giorno per 4 giorni di fila) 8)
Giugno 25th, 2004 at 13:08
Mitico, il Vipero!
Altro che vicino di casa (che poi ora ci passano quei 1500km tra le nostre due casette), urlalo al mondo che ci conosciamo da 25 anni, e che cazzo!
(si può dire
cazzo?“Mamma, posso dire cazzo?”
/ceffone/
“Ahi, forse no”)
Giugno 25th, 2004 at 14:42
venticinque anni son tanti e diciamo
un po’ retorici che sembra ieri
Giugno 25th, 2004 at 15:07
No, perchè ci sono delle cose facili in quei focosi giochi?
Giugno 25th, 2004 at 15:30
Sì.
Anzi, i giochi col fuoco son facili: fa tutto il fuoco, di norma l’importante è tenerlo lontano dal proprio corpo. O almeno dai capelli.
La cosa più facile (e più pericolosa) è sputare fuoco.
Poi vengono le catene (i poi).
Poi, credo a parimerito, le clave da swinging (da tenere in mano, stile ginnastica artistica) e il bastone singolo.
Infine i due bastoni, anche se alla fin fine danno così poca libertà che è un casino iniziare, ma poi si fanno quasi sempre le stesse cose (ma probabilmente sono io che non ho ancora acquisito la scioltezza sufficiente per improvvisare!).
Per Nicola: sui vent’anni, insomma, mica mi sembra ieri!
Ero alto meno di un metro, e dicevo poche frasi, tra cui la mai cagata “per piacere, non fumare”!
Giugno 26th, 2004 at 13:24
Sul fuoco. E’ pazzesco come si può ingannare occhio (e macchina fotografica) percettivamente. I cerchi e le figure che le catene infuocate disegnano restano una specie di magico miracolino: quelle cose che ricordano come da piccoli si poteva restare incantati con un gioco di prestigio o un’illusione ottica. Forse è qualcosa di più di un errore di percezione vedere cerchi, ovali, fiori là dove c’è solo un oggetto luminoso in movimento! Perché allora è così piacevole? Non è che nel nostro dna è previsto in qualche modo questo furibondo godimento per comete, fuochi artificiali e giocolieri matti???
Pardon, ma io continuo a stupirmi anche per le cose più sceme…
Ali, peccato che non si possa sentire anche il rumore che fa il fuoco quando va incontro all’aria!! Le sinestesie sono già una gran colonna sonora da sole…
Bello.
K
Giugno 28th, 2004 at 10:14
Beh, più passa il tempo più mi piace avere una DECENTE colonna sonora, quindi non è che senta molto il fuocherello.
E giocare con dei musici professionisti, adattando a vicenda il gioco alla musica e la musica al gioco, è fantastico. Ancora, ancora!
Per la cablatura cerebrale: secondo me qualche cosa di innatino c’è, perché altrimenti non si spiegherebbe perché sia così un trip imparare a fare “twirling”, perché sia così riposante per la mente, così facile andare in una specie di trance per ore.
Ma anche no.
Giugno 29th, 2004 at 3:17
Si aliosha, qui sembri quasi tu, insisto che tu non hai saputo cogliere il genio nelle passate foto
Giugno 29th, 2004 at 10:03
Certo, le foto passate erano animate da uno spirito futurista e dadaista che le portava verso la demolizione dell’imperativo iconico ed iperrealista dell’immaginario di scena tradizionale.
Benissimo.
IL FATTO E’ CHE SE MI FACCIO FARE LE FOTO MENTRE MI ESIBISCO, vorrei che si capisse che sono io; o che, per lo meno, sono un essere umano e non un mostro di vapore multibraccia proveniente da Alpha Centauri (per rapire le vostre donne, ahahahahaha, ok, mi ricompongo che in ufficio mi guardano storto).
Luglio 1st, 2004 at 11:01
AAHHH…. quindi pretenderesti di essere un umano? ....hhhmmmmm
ci pensa un po
io ti conosco da tanto tempo ma non ti avrei incluso nella categoria “esseri umani”! 8)
vabbeh, cazzate a parte, in alcune foto si capisce che sei te!
Luglio 1st, 2004 at 11:11
Tipo: quelle in cui faccio “doh” e mi brucio?
Gennaio 18th, 2005 at 15:52
fire…is you.