Ohrwurm

Parolina della settimana, o del mese visto quanto mi sono fatto vivo recentemente: Ohrwurm.

Letteralmente: verme dell’orecchio. No, niente di schifoso: qualche cosa di simile al Pesce di Babele, se mai. Insomma: qualche cosa che entra nell’orecchio e non se ne va nemmeno con le cannonate. Avete presente quei motivetti idioti che uno si ritrova a canticchiare per tutta la giornata?

la-la-lalala-laaa
E mai che siano dei pezzi particolarmente intelligenti, colti, profondi: sempre dei refrain idioti. Se va di lusso, uno si ritrova a fischiettare il Peer Gynt di Grieg, che è un po’ abusato ma per lo meno ha un suo perché. Se va male, ci si ritrova con la Pausini in testa: probabilmente è quello che si intende dicendo che, prima di tutto, il nemico siamo noi. La politica inizia nel personale. Cose del genere. Insomma, il potere simbolico di Bourdieu applicato alla canzonettistica.

Comunque: l’Ohrwurm è un motivetto (idiota) che entra in testa e non se ne esce.

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