La _netiquette_ è il comportamento educato in rete. Si tratta di cose piccole, come per esempio NON SCRIVERE TUTTO IN MAIUSCOLO (che di solito viene letto “urlando” e viene contemporaneamente male alle orecchie e agli occhi), non mandare catene di Sant’Antonio, non rispondere ad una mail con una riga di nuovo testo e la citazione completa delle 600 mail precedenti, magari mandandola a 354 persone con la funzione _rispondi a tutti_.
Insomma, cose da nulla, che non costa niente seguire e che, se non rispettate, rompono parecchio le scatole (oltre che costare, come tutti sanno, *un milione di anni* in purgatorio; davvero. La prossima volta che volete mandare una catena di Sant’Antonio su quella povera bambina malata che
1) non è mai esistita
e
2) ha 6 anni dal 1980, battendo quindi come longevità dell’infanzia anche Michael Jackson; pensateci: *un milione* di anni in purgatorio, obbligati a ricopiare a mano _bit per bit_ tutte le catene di Sant’Antonio spedite)
Dicevo: la netiquette è il comportamento educato in rete. Quello generico.
Poi c’è quello da tenere con le singole persone.
Perché non so voi, ma i miei amici hanno parecchie fisime, quando si viene alla comunicazione via email.
Seguono alcune categorie riscontrate. Utilizzo il maschile per questioni di neutralità, ma sappiate che le fisime comunicative sono equamente distribuite tra i sessi e i generi.
a) Quelli che non vogliono le mai con le citazioni.
Ora, la mail non è una lettera normale. E’ diversa dalla lettera vergata su carta. Per certi versi migliore, per altri peggiore: diversa. Quello che a me piace davvero è che si può portare avanti una _conversazione_, perché è facile citare i pezzi di lettera a cui si sta rispondendo. Certo, si può esagerare. Ma nel complesso, è un sistema di comunicazione che a me piace.
Ci sono alcune persone che non lo fanno nemmeno sotto minaccia di finire sotto le grinfie di Eichman in un giorno che gli gira storto. E altri che _si rifiutano_ di rispondere a mail che utilizzano quel sistema.
Niente risposte di quel tipo. Per comunicare con quelle persone, mi tocca ogni volta prendere il pezzo del loro messaggio a cui mi riferisco, *parafrasarlo* ed andare avanti. Un ottimo esercizio di scrittura creativa (_ripeti con il tuo stile questo testo_), ma un po’ noioso.
Ma non sono i peggiori: perché ci sono
b) Quelli che non vogliono assolutamente risposte o commenti a quello che hanno scritto.
“_Perché scrivo di getto, vedi, non ci penso sopra, non puoi stare a farci caso_”.
Ora, a parte che poi io allora cosa dovrei fare, leggere di getto senza farci caso, io mi trovo a dovermi sempre inventare cose nuove da dire. A dover ricominciare da capo. Perché non si può andara avanti con un dialogo.
Ultimamente ho smesso di corrispondere con una persona perché ogni volta dovevo iniziare con “Ciao, sono Aliosha, ti ricordi di me? Sono il giocoliere italiano che hai conosciuto a X, ci siamo già scritti 12 mail…”.
Un po’ noioso. Per _raccontare_ la mia giornata, ho il diario e il BLOGgo. Con gli amici vorrei conversare.
Ci sono poi
c) Quelli che scrivono di getto (anche loro),e vogliono rilassarsi, per cui si rifiutano di utilizzare tasti inutili come quello per le maiuscole e per andare a capo. Fortunatamente usano il punto, ma non tanto.
Le loro missive sono dei monoblocco che fanno piangere gli occhi. E’ impossibile identificare i periodi a prima vista, e non capisco mai cosa è importante e cosa no. Di solito a metà, comincio a saltare le righe, a volte apposta, a volte senza accorgermene, ed arrivo in fondo con l’idea di aver letto qualcosa, non so bene cosa.
Lo stesso effetto del _Finnegans’ Wake_, ma senza pretese di letterarietà.
Di solito non devo utilizzare particolari accortezze per rispondere a loro, se non che spesso mi scordo di farlo perché è troppo faticoso analizzare i loro testi.
d) Quelli che non mandano mail, perché non hanno tempo: perché non ci sentiamo via ICQ?
(_E poi si passano 4 ore a chattare, senza riuscire a fare altro, il tempo per scrivere l’equivalente epistolare della Divina Commedia_).
Di solito maschi. Non ho mai capito se si tratta di una forma di pigrizia masochistica, di sadismo, se ci credono davvero o cosa. Comunque. L’unico modo per comunicare con loro è, appunto, usare ICQ o un equivalente sistema di messaggeria istantanea. E perdere Un Sacco Di Tempo™. Lo faccio solo con quelli per cui so che ne vale la pena: ma a malincuore, preferisco le mail.
e) Quelli che rispondono a una mail su due.
L’unico modo per non perderli di vista è rimandare la stessa mail, dopo qualche settimana, con qualche minimo cambiamento (credo che controllino, se l’hanno già letta, la ignorano anche se non hanno risposto).
Anche se di solito non basta.
E questo è quanto. Forse ci sono altre categorie, ma non mi vengono in mente.
E suppongo che, fino a che a scuola non insegneranno il comportamento corretto per la corrispondenza elettronica[1], l’unica soluzione è adattarsi agli amici che ci si ritrova. Di solito ne vale la pena.
fn1. In qualche modo, dubito che succederà presto. Il mio professore del biennio parlava ancora della penna stilografica come enorme passo avanti sul calamaio, ma condannava la penna biro come strumento del demonio. E non parlo di _tantissimi_ anni fa!
agosto 20th, 2004 at 15:39
“Perché scrivo di getto, vedi, non ci penso sopra, non puoi stare a farci caso.”
Quanto li odio. Per non parlare poi delle chat, in cui alcuni individui, a detta loro:”per abbreviare”, scrivono delle mostruosità uniche. Un esempio: un ragazzo mi ha scritto per tre(!!!!) volte la parola BUC, per comunicarmi il fatto che se volevo, potevo guardare il suo BUC di foto…..
…inoltre sembra che di anno in anno questo genere di persone aumentino….
agosto 20th, 2004 at 16:04
Beh, suppongo che aumentino perché ormai i “nuovi utenti” sono davvero _molto_ nuovi.
Comunque, anche se di lingue ne so un paio, tendo a preferire la traduzione italiana delle parole: faccio fatica a dire *book*, preferisco “album fotografico” che, ok, è latino ma è in uso da mo’.
Per altro, non so se sono l’unico a sentire che le “abbreviazioni” mi rendono più lento, a scrivere: insomma, se devo cominciare ad analizzare la frase per eliminare lettere, ci metto di più. Lo faccio solo con gli SMS, visto che sono giù tartarugoso abbastanza nel produrli.
A proposito, *19200118*, per qualche morivo il tuo commento si era mangiato TUTTI gli accenti.
Non capisco…
agosto 20th, 2004 at 16:06
A parte tutto, il tuo è il *primo* BLOG che vedo con il disclaimer per minorenni.
Non ho visto il disclaimer in BLOG fatti solo di immagini a luci rosse: scusa, ma _cosa_ ci scrivi???
agosto 21st, 2004 at 19:21
Ho semplicemente vistato l’opzione che indica il blog non adatto ad un pubblico di minorenni…ritengo di scrivere cose molto esplicite il pi? delle volte, e ormai internet ? accessibile anche ai bimbi di 7 anni, non vorrei recar danno a delle menti in formazione ;-)
agosto 22nd, 2004 at 2:44
ma la formazione c’è solo a 7 anni?
e prima e dopo? sodomia? (critica sociale di un insonne disperato)
io non leggereò mai le mail di te che hai il nick postale (preciso per le mail), sono piene di quadretti e non so come si pronunciano.
agosto 23rd, 2004 at 12:52
Boh, secondo me i bimbi, se vedono del TESTO e solo del TESTO, si autocensurano da soli dicendo “_cheppalle_”.
Vedi Alice e il libro che la sorella prova a leggerle mentre lei se ne va nel paese delle meraviglie.
agosto 23rd, 2004 at 15:54
e quelli che ti rispondono dopo settimane cancellando il testo della tua mail quando fanno il replay? no dico mi pretenderanno che io mi vada a ricordare la domanda alla quale loro hanno risposto solo “sì”??!?!
agosto 23rd, 2004 at 16:47
Ho presente.
A quello servono quegli esercizi di “dillo con parole tue”!