Aliosha, perché non scrivi?

Bella domanda. La risposta sarebbe, semplicemente, “perché non mi va, non me la sento, e nessuno mi paga per farlo quindi non ha molto senso sforzarmi”. Ma sarebbe semplicemente un spostare il punto della situazione; un po’ come rispondere, alla domanda
“Cosa ci facevi a mezzanotte, nudo in camera della mia fidanzata?”
dicendo
“Ecco, vedi, poiché possiedo una massa finita e poiché mi trovavo, nudo, in camera della tua fidanzata a mezzanotte meno un secondo, a mezzanotte mi trovavo ancora lì non potendo, per via della massa finita, raggiungere velocità relativistiche”.
Una spiegazione perfettamente vera, e perfettamente inutile.

Non me la sento di scrivere.
Per varie ragioni: sono confuso dal ritorno, metà della mia testa è ancora altrove, metà sta cercando di venire a capo del mio essere qui e l’altra metà non sa contare. Per una settimana mi sono divertito a fare il turista inverso, osservando stupito e divertito tutte le peculiarità dell’animale italicus, per poi accorgermi con un certo orrore di essermi ritrasformato in un animale italicus anche io. Il mio genio personale non è forte quanto il genius loci della nazione: e questo lo sapevo già. Avrei potuto forse condividere le mie annotazioni, ma sarebbe stato un po’ troppo mettermi in cattedra, dire “voi siete così”: ed ora mettermi in cattedra è l’ultima cosa che mi sento di fare.
In secondo luogo, sto provando a mettere assieme una tesi. Nel farlo, mi sono accorto inaspettatamente di non sapere scrivere e, per compensare, di non sapere nulla di informatica. E dire che ero sicuro, davvero, sicuro, di essere alfabetizzato e informatizzato. E invece no. Strano. Così mi sento in colpa ogni volta che produco qualche cosa di impegnativo e non è la tesi: alle email riesco ancora a rispondere, non a tutte, non come mio solito, ma un po’ lo faccio, perché poi sennò nessuno mi risponde e io mi sento solo e derelitto e mi dico “nessuno mi vuole bene”. Ma scrivere qui è una cosa differente: è più velleitario, non c’è un destinatario preciso e, soprattutto, non si tratta di una risposta. Io sono bravissimo a rispondere; molto meno ad andare avanti per la mia strada. Tendo a perdermi spesso e, da bravo maschio, non mi fermo mai a chiedere informazioni sulla strada.
Infine, scrivere su Genius dall’Italia comporta un cambio di tono: uno dei motivi di aggiornarlo era di far sapere a parenti, amici, conoscenti e vittime innocenti cosa mi stava succedendo (più o meno, con un certo ritardo e con notevoli licenze prosastiche) e, soprattutto, che ero vivo ed in salute.[] Ora i vari amici e conoscenti li vedo, più o meno, e comunque sono a portata di telefonata non internazionale. Così devo riconsiderare le cose. Devo riprendere a guardare il mondo con l’idea di poterlo descrivere: era più facile in Germania, perché molto mi incuriosiva. Ci sarebbero parecchie cose ancora da dire, dai gabinetti della DDR (un trionfo della tecnologia comunista, e non scherzo) al Perché è Male Danzare a Piedi Nudi di Fronte ad un Locale Punk in cui lo Sport Nazionale è Rompere Bottiglie di Birra (con postilla di “Rambo mi fa un baffo, io mi sono disinfettato uno sbranco sul piede con il rum!”), ma non so bene se è il caso di rievocare. Una mia amica dimezzata[*] è molto più brava di me.

Comunque sia: credo di essere sul punto di tornare. Dopo tutto, scrivere del perché non si riesce a scrivere è una tecnica antinomica che dalla notte dei tempi viene utilizzata per superare il blocco. Spero.

[*] in realtà serviva anche a fare preoccupare eccessivamente certi lettori che dimenticavano di accendere il senso dell’umorismo.

[**] ha lasciato metà di sé stessa, tra cui quasi tutto il cuore e buona parte del cervello, Altrove.

9 Responses to “Aliosha, perché non scrivi?”

  1. FE Says:

    senz’altro buona parte del cervello :-P

  2. Aliosha Says:

    C’è dell’acido nel tuo commento?

  3. ilduca Says:

    anch’io non chiedo mai informazioni sulla strada, per due buoni motivi:
    1) quando chiedi informazioni, sei a 10 metri dalla destinazione e ci fai la figura del fesso;
    2) chi ti dà informazioni, non è detto che te le dia corrette. E’ capitato anche a me di dare indicazioni sbagliate, in buona fede. Mai chiedere agli sconosciuti, che ne sappiamo del loro grado di attendibilità? Meglio sbagliare per conto proprio.

  4. FE Says:

    No, parlavo dell’amica, se è chi penso :-D

  5. FE Says:

    Io le informazioni le chiedo con criteri lombrosiani

  6. Veronica Says:

    prof…
    l’amica si sta risentendo ne son certa
    ;-)
    :-PPpPpPpPpP

  7. Veronica Says:

    e non è vero che rispondi alle mail…sigh!
    ;-)

  8. Aliosha Says:

    Fede:
    so che ti riferivi all’amica, ma il commento sembrava comunque a Ph bassino
    Duca:
    bah, io di solito non chiedo informazioni per timidezza, ma comunque quando mi tiro assieme è meglio; posso sempre sbagliare da solo anche DOPO che mi hanno dato delle dritte!

  9. FE Says:

    naaaah rispetto sempre il ph naturale della pelle

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