Come gli osservatori più attenti avranno notato, ho iniziato a pubblicare alcune vignette. Ho un rapporto particolare con il disegnare: di solito lo faccio solo alcuni mesi all’anno. Un paio di mesi, non di più: poi per qualche motivo mi stufo, principalmente perché inizio a cercare di disegnare anche quello che non mi viene bene (indizio: il 98% del disegnabile), mi innervosisco e lascio perdere. Per questa ragione non mi sono mai messo con vero impegno a trovare un modo per fane qualcosa, delle mie vignette.
Però un quattro anni fa è successo qualche cosa, ho cominciato a disegnare e per quasi due anni non mi sono fermato. Due anni. Insomma, dopo qualche mese mi sono accorto che la voglia non si esauriva. Strano.
Così ho cominciato a guardarmi attorno per farne qualcosa; ne ho esposta qualcuna a una mini-conferenza contro la guerra, una delle tante (conferenze e guerre), ho convinto l’editore di H&C che aveva assolutissimamente bisogno di un vignettaro.
Ovviamente dopo una settimana non avevo più voglia di disegnare.
Ora non so: ne ho un po’ voglia, soprattutto perché non dovrei farlo, dovrei scrivere. La mia creatività funziona così: se devo fare qualcosa, ho voglia di fare altro. Il trucco è essere versatili, per potere cazzeggiare in molti modi diversi. Ne ho voglia, ma non mi piace quello che faccio.
Pian piano metterò qui quelle vecchie, di certo. E quelle nuove che riesco a portare a termine.
Some rights reserved, una nota sul copyright: come è giusto, il copyright è mio, che le ho disegnate (a parte alcune la cui idea veniva da Alessio, per cui è nostro).
Quindi posso rinunciare a parte del diritto di copia: sono fornite con licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works.
Un breve riassunto:
Attribuzione: è permesso copiare, distribuire e mostrare in giro l’opera in questione. Però deve essere dato credito all’autore (io, ciao mamma!)
Non commerciale: è permesso copiare, distribuire blah blah blah, ma solo per usi non commerciali: se ci fate dei soldi, dovete chiedere il permesso. Ci mettiamo d’accordo. Ok?
Nessun lavoro derivato: è permesso blah blah blah, ma solo l’opera così com’è. Se cancellate il nome dell’autore (cosa che non succede mai, vero?), se stravolgete il testo in modo che diventi un inno a Forza Nuova o, peggio, una lettera d’amore alla Pausini, che la punizione di Pan scenda su di voi, che il vostro sistema operativo diventi automagicamente Windows ME (anche se avete un Macintosh; ma in quel caso, a lato avrete anche Mac OS 7.6, con tutta la stabilità dei castelli di carte, ma senza la loro grande utilità), che il vostro amante vi lasci per mettersi con Buttiglione, insomma, avete capito. Mi arrabbio. Basta chiedere, no?