Lo sai che la sera sarai a fare una serata come dj in un locale. Ti prepari bene, prepari una scaletta da paura di r&b, dancehall e hip hop, e sai che non ci sarà un solo dannato culo fermo in tutto il locale. E’ mercoledì, e ci sono altre tre feste universitarie in giro, ma sai che ci sarà gente. Non tanta, ma abbastanza da farti stare bene. E poi che ti frega, suoni per divertirti, mica sei un dj vero.
Hai attraversato una giornata vuota per arrivarci, senza infamia e senza lode, apparte due piccoli disappunti, quali aver dovuto tirare pacco ad un cliente importantissimo e avere sentito gelida l’ex-fidanzata alla quale sei ancora molto affezionato quando l’hai chiamata al telefono. Ma sono particolari. Piccole cose senza importanza.
Lo scorso mercoledì hai conosciuto una ragazza DAVVERO carina. Ma TANTO. Castano-ramata, sexy, sembra intelligente. Ti è venuta a salutare quando è andata via. Con due bacini. Dandoti appuntamento sempre lì il mercoledì prossimo.
E quando entri nel locale, sorpresa, lei all’appuntamento c’è venuta davvero. Fuma annoiata vicino ad una colonna sperando di entrare nel tuo campo visivo, e tu ad un certo punto ti giri studiatamente e ricambi il suo saluto con la mano. Non è venuta da te, però. Bon, pensi. Pupètta fiera. Bene. Mi piace.
Diamine. Ti saresti lavato i capelli se l’avessi saputo che veniva davvero.
“La fortuna può girare malamente” cantavano gli Ustmamò, e la fortuna gira. Male. Sono le undici, e nel locale, grande almeno 350mq, ci sono VENTIQUATTRO persone. VENTIQUATTRO. Contate. Ok che stasera ci sono tre altre feste, ma VENTIQUATTRO. Mandi un messaggio all’ex fidanzata, forse in cerca di conforto. Nessuna risposta. Grazie, chèri. Più tardi troverai il cellulare spento.
Arriva un conoscente inatteso che forse sta diventando un amico, nonostante il carattere egocentrico di entrambi. Gli offri una birra. Ed è un piccolo disappunto quando ti dice che si è lasciato con la ragazza. Anche se non te ne viene nulla in tasca, ti dispiaci per lui.
Cominci il tuo dj set dopo quello dell’amico Ciccio, che ha messo su “la musica dell’amore britannico” (indie pop, per dire…) e tu vai a mettere “la musica della tracotanza afroamericana” (tantòn r&b). Nessuno balla, ma è un piccolo disappunto. Lo sapevi che la serata sarebbe andata così. Che te frega. Suona e divertiti per te stesso.
Finisci il tuo dj set dopo un’ora, e la pupètta rossa va in bagno. Fingi di lavarti le mani per beccarla e ci parli appena fuori dalla porta. Sembra carina, ma ha qualcosa che non torna. Sembra che reciti, ma quando ti sorride è proprio carina.
Il tuo amico sta facendo ballare DUE persone. Cazzo. Prima con te ne aveva ballata UNA. Due a uno. E’ intollerabile, e sorridi perchè in fondo è buffo. Due ad uno. Ehehe.
Ed è solo un’altro disappunto quando schiodi la ragazza carina con una scusa dalla sedia in cui è seduta da ORE (cominci a pensare che sia la “ragazza dai capelli rossi” di Charlie Brown, però con problemi motori, chissà) e vi sedete a parlare, ma vedi PALESEMENTE che lei pur rispondendo a tono, e si sgama che FINGE di essere oca, non ha nessuna intenzione di socializzare più di tanto. Non le chiedi il numero, ancora. Non ti piacciono i rifiuti. Fanno male.
Qualcuno dei suoi amici da dietro le deve fare un gesto tipo “hey, fottilo” e lei spalanca gli occhi in una risata guardandoti. Tu, che non sei stupido, te ne accorgi. Ed è solo un piccolo disappunto quando scopri che se n’è andata dal locale senza salutarti, stavolta.
Gli amici se ne sono andati piano piano, quei pochi amici sinceri che sono potuti venire a sentirti, anche se magari non gli piace la musica che metti. Chiudi la serata con un pezzo dei Gus Gus, “Is Jesus Your Pal”, mentre una ragazza venezuelana probabilmente alterata chimicamente cerca di ballare questo sogno acquatico a sessanta BPM come se fosse un pezzo techno, seguendo probabilmente l’unica musica della sua testa. Ed è un finale surreale, per la tua serata. Ed è solo un piccolo, minore disappunto caricare in macchina gli strumenti per tornare in una casa vuota.
Is Jesus your pal?
Do you call out his name,
when your concience is shivering?
Do you need someone too,
just like those people who
find peace in someone’s promises?
You sure don’t need my promises…
So come and sit on my box,
enjoy the view of this water,
where my lifeboat is sinking.
If you open your eyes,
take a look at this mess,
could you fake your reflection, child?
If you reach out for more,
you’ll find nothing but sorrow.
‘Cause knowledge is hollow.
And pride is hard to swallow.
So come and sit on my box,
enjoy the view of this water,
where my lifeboat is sinking.
Ottobre 21st, 2004 at 22:22
Lo so che non lava certi disappunti, ma ti mando un abbraccio di solidarietà maschile.
Ottobre 22nd, 2004 at 9:28
quella femminile vale uguale?