Ahem. Nella mia infinita presunzione ho sempre considerato i “coveristi”, cioè le persone che suonano le altrui canzoni come dei sottoprodotti della vera musica: “io sono il bacco che spreme il vino degli dei, bla bla bla”, per citare Beethoven, e menate del genere. I coveristi, no, loro non sono “artisti” posseduti dalla Leanan Sidhe che passa la mutua, son gente che suona per – orrore – divertirsi (quando tutti sanno che nella vera arte divertirsi è un peccato IMPERDONABILE!) o peggio per – gesummaria – TROMBARE. No, no, cetacei, cetacei! Non ne voglio mèzzo, di tutto questo sesso! “Il vero artista sarà giudicato dalla qualità della sua sofferenza”, sproloquiava Goethe, il quale diceva anche robette obbrobriosette quali “il successo commerciale è la misura del talento di un artista” (eeep!).
E tu fai il bohemièn magari coi soldi di papà, mentre questa gente se la SPASSA. E a te rode.
E magari, con baffi e barba finta, vai dove suonano loro e – incredibili dictu – BALLI! (cfr. Paul Gilbert: “io sono un musicista per non dover ballare”), pronto a tornare nell’ovile della produzione appena scopri che fare successo è molto diverso dal sognarlo, e comporta molti sacrifici che la vera arte non dovrebbe richiedere. Evabbè.
Per quanto si dica, per quanto io ora stia facendo lo splendido, tuttavia la puzzetta sotto il naso coi coverari resta, anche perchè a meno che non si stia parlando di oscure cover di gruppi new wave GRAVISSIMI (qualcuno ha presente – tipo – i Weeping Messerschmitts, per dire?) o di arcaici bluesmen del delta, difficilmente le cover sorpassano l’originale.
Però c’è un gruppo, sospettosamente trendy e fighetto, che mi ha fatto ricredere su questa teoria. Probabilmente la loro cover non passerà alla storia come l’indimenticabile originale (tanto indimenticabile che a me piace e non piace), però la versione funerea quanto coraggiosa di Imagine degli A perfect circle è una delle cover più belle che abbia mai sentito, libera dai frikkettonismi originali, e contornata (in salsa tartara) da un video antimilitarista notevole. Mi secca dirlo, ribadisco, perchè xè un gruppettòn de fighetti per fighetti equipollenti, però bràvi, bràvi, bràvi!
November 18th, 2004 at 8:18
parziale disaccordo.
direi che a spanne il 90% dei musicisti al mondo suona musica di altri (occhio, che io parlo di musica in generale, giacché ne ascolto davvero di ogni tipo e genere).
e quello che uno ci mette di suo di solito (e quando va bene) è la nobile arte della variazione, più o meno sottile, più o meno profonda.
che poi c’è anche da dire che gran parte della musica “originale” spesso tale non è in senso stretto, stante che si inserisce in un qualche genere preciso, con i propri stilemi, le proprie convenzioni, etc., dove l’originalità al massimo sta nella capacità di assemblare in modo poco consueto materiale preesistente.
e non sempre le ciambelle riescono col buco ;-))
lunga vita alle cover, volontarie o involontarie che siano.
November 24th, 2004 at 23:23
Posso fare il rompiballe pedante e spaccacaxxi?
A me quella cover sembra un lavoro di bassa macelleria… ;)