La New Age e/è quello che impariamo

newage.jpgGli ultimi decenni dello scorso millennio hanno visto diffondersi nel mondo occidentale un fenomeno chiamato new age (poi next age ed altre vaccate affini).

La new age altro non era che un’insieme caotico di nozioni provenienti da spiritualità differenti ed assolutamente intercambiabili (un po’ di buddhismo indiano, un po’ di zen, un po’ di taoismo, un po’ di sciamanesimo, un po’ di Castaneda, un po’ di misticismo ebraico, MOLTA cialtroneria…) chiamate a rispondere al bisogno di spiritualità dell’uomo medio (suppongo le sue origini si possano rintracciare nel movimento hippie per poi scivolare verso il borghese).

ma questo non è il punto.

Un giorno ti appassioni per la cristalloterapia, un altro vai con il power yoga, un altro ti senti affine al rebirthing, un altro il taichi è la risposta prima che lo diventi la meditazione trascendentale o la tenda del sudore (i pellirosse me li ero scordati ;-)...
TUTTE DISCIPLINE DI PER SE’ RISPETTABILI, MA...
La new age ha aggredito le nostre vite in maniera profonda dando un paradigma al comune significato che diamo ad “apprendimento”.

1) Ha reso TUTTO SEMPLICE: Vai a fare uno stage di meditazione, poi uno di tarocchi ed uno di qigong illudendoti di imparare qualcosa. Son tutte discipline che nelle loro culture d’origine impiegano ANNI per essere apprese, se io vado alla prima lezione di quindici lingue, a malapena imparerò l’alfabeto di ciascuna (nemmeno quello), in che maniera uno pensi di acquisire qualche conoscenza in un weekend per me è un mistero.

2) Ha reso TUTTO UGUALE: discipline che hanno impiegato secoli a svilupparsi in un’unità coerente, autosufficiente ed in grado forse di metterci in grado di conoscersi vengono sbrindellate, se ne prendono le parti “interessanti” e le si mischiano con altre (andrebbe ancora bene se il massacro fosse operato da qualcuno che conosca a fondo le discipline in questione).
Risultato: Frankenstein culturali: si prende una cosa da qui, una da lì cercando scorciatoie, non capendo che il punto significativo è quasi sempre il percorso di apprendimento…

3) Ha creato una sorta di SUPERMARKET DEL BENESSERE dove ogni piccolo problemino ci indirizza ad una corrispondente disciplina (“...in questo periodo sono un po’ tesa, vado a fare yoga”), creando su un altro piano il distorto rapporto causa-effetto che esiste in occidente con le terapie in generale (inutile dire che moltissime onorabilissime discipline naturopatiche sono incluse in quel che viene considerata new-age)

4) Ci RISPARMIA la fatica di DOVER SCEGLIERE tra discipline che occupano una vita per essere portate avanti, rendendoci disponibili dei riassuntini di tutto, ed illudendoci che basti(una specie di Power Point della vita, insomma ;-).

La New Age ha causato danni apocalittici alla nostra cultura avvicinandola ancora di più all’apatia ed all’insoddisfazione; il tutto semplice/tutto uguale impedisce a moltissimi di intraprendere dei percorsi seri, ogni disciplina è ridotta a trucchetti, ed alle sue manifestazioni più eclatanti, svilendo il poco di buono che l’umanità ha fatto per sè stessa.

E tutto si riduce alla frase che ogni insegnante di ogni disciplina sensata ODIA:
ma quanto ci metto ad imparare?”.

23 Responses to “La New Age e/è quello che impariamo”

  1. Veronica Says:

    nuovi allievi eh, fede? ;-)
    dai resisti e soprattutto comincia a sterminare, gli interessati davvero, tanto, c’hanno gusto :-P
    bacio (anche a lao…)

  2. valentina Says:

    ti conosco ormai da un po’ (anche se non posso dire che siam amici), penso che la presenza di Lazaro ti faccia moooooolto bene.

  3. nicola Says:

    non posso che essere d’accordo.
    e ho trovato un altro che sembra esserlo.

    “Le persone farebbero qualunque cosa, per quanto assurda, pur di evitare di affrontare la propria coscienza: praticare lo yoga, osservare diete, imparare teosofia a memoria, ripetere meccanicamente testi mistici della letteratura mondiale. Tutto perché non sanno stare con se stessi, e non credono minimamente di poter tirar fuori qualcosa di utile dalla loro coscienza.”
    CARL GUSTAV JUNG

  4. Veronica Says:

    il problema è che alla fantastica domanda (non so se tua o di max) che mi sembrò assolutamente LA SVOLTA “pagheresti per imparare una cosa facile?” la gente risponderebbe “sì, certo”

  5. Veronica Says:

    ...e ovviamente non essendo tutte le cose facili, e avendoci bisogno di gente che paghi per imparare, la tendenza è “facilizzarle” e banalizzarle.
    tranne poche roccaforti ;-)

  6. Fu Says:

    quando si parla di new age io sono sempre dalla parte col grilletto del mitragliatore. Fondamentalmente convinto che sia la new age, non il metal, la vera musica di Satana, plaudo incondizionatamente al post di Federico. Bràvo bràvo bràvo. “Facciamo il tuo tema natale usando un cristallo precedentemente caricato da un maestro reiki che faceva rafting con le gambe intrecciate alla maniera del maestro Ashanta Bhaktivedanta Skalaquaranta, e dopo mentre mangiamo macrobiotico o etnico ci ricarichiamo i chakra con il caricabatterie del tuo nokia”. Quanta superficialità, quanta approssimazione, quanta cialtroneria. La new age ha solo un aspetto positivo per me: mi sta riavvicinando di brutto al cristianesimo.

    (disclaimer: si parla della cialtroneria, non delle singole discipline che prese e praticate a se stante sono – spesso – degne di tutto il massimo rispetto, naturalmente…)

  7. Kumiko Says:

    Il piramidozzo viola anni ‘80 maraglione è proprio da manuale. Dove l’hai trovato, Fede?
    Forse voglio una maglietta così, per convogliare positivamente i raggi cosmici nel mio onfalo interiore!!
    Si può fare??
    Silva

  8. FE Says:

    No, la gente non paga per una cosa facile, la gente paga della gente che gli ha pre-digerito la cosa difficile.
    Ero io per altro che svelavo l’arcano del rapporto maestro/allievo, produttore/fruitore di cultura: “non solo CIO’ è difficile, ma è un bene che lo sia altrimenti non mi pagheresti, e già che ci sono ti illudo che la difficoltà sia ancora maggiore” :-P (è il caso che lo sia altrimenti non mi spiego in cosa ho buttato gli ultimi nove anni della mia vita).
    Silva se cerchi “new age” su google-immagini è una delle prime cose che becchi ;-)

  9. Aliosha Says:

    Oddio, ed io che sto per andare a fare una settimana di TaiJi Quan e poi 10 giorni di meditazione Vipassana.
    E’ grave, dottore?

  10. FE Says:

    bah alla fine siam tolleranti, ma sappi le colpe di cui ti macchi :-P (vabbè il vipassana si fa in 10 giorni, il taichi in una settimana non ho davvero idea di cosa posa darti).

  11. FE Says:

    X Fu il ricaricare i chakra via nokia mi sembra un’idea che potrebbe porarci dei soldi oltreche piuttosto assonante… SVILUPPARE ;-)

  12. Joker0 Says:

    Questo post mi piace un casino. Mi vengono in mente tante cose. Ad esempio nel film “Samsara” c’è il maestro di Tashi che prima di morire gli manda a dire “Spero che tu abbia finalmente capito se sia meglio inseguire mille desideri o realizzarne uno” (no, non vedo solo film orientaleggianti…:P). L’analisi che hai fatto è perfettamente centrata, e pare che tu conosca molto bene quello di cui parli. La penso come te anche perchè ho visto le stesse cose (no: non mi sono fatto intortare, e no: non sono uno dei cialtroni, ma solo un osservatore…esterno). La penso diversamente solo su una cosa. Quando dici “ogni disciplina è ridotta a trucchetti, ed alle sue manifestazioni più eclatanti, svilendo il poco di buono che lumanità ha fatto per sè stessa”: il meccanismo è quello, ma credo che l’umanità non abbia fatto poco di buono per sè stessa. Credo che l’umanità abbia prodotto cose supreme (non parlo solo di progresso, arte e scienze – ufficiali e non) e soprattutto abbia le potenzialità per continuare a produrne, anche di migliori. Ma non vuole.
    JK

  13. Joker0 Says:

    Dimenticavo: Nicola mi diresti da dove hai preso la citazione di Jung ?

  14. nicola Says:

    la citazione di jung?
    non ne ho idea, nel senso che ho letto molto di jung, come moltissimo di hillman (che potrebbe essere il citatore della frase), e non saprei proprio dove mettere le mani.
    vedi, quando trovo una frase che mi colpisce, la trascrivo in un file ma, per onorare uno stile da me inaugurato long time ago, segno in calce solo il nome dell’autore e non le indicazioni bibliografiche.
    lo so che non va bene, ma cosa ci vuoi fare, alla mia maniera sono in fondo un tradizionalista.

  15. Veronica Says:

    Frederico ha sempre nozione di ciò che dice.
    e pare cammini sull’acqua.
    non l’ho mai visto ma non vedo perchè dovrei dubitarene ;-)
    scusassero ma c’ho un attimo di saudade aggressiva :-(

  16. Alio' Says:

    Beh, come il Vipassana.
    In una settimana contavo di imparare una sequenza di mosse (credo che ce ne sia una da 24, che poi sono simmetriche e quindi non so se sono 12 o 24*2), che mi hanno detto che si apprendono piu’ o meno in una settimana.
    Poi che mi servano 10 anni per padroneggiarle non ho dubbi. Posso insegnare in meno di un’ora TUTTO quello che so di contact juggling, ma mi ci sono voluti 4 anni per imparare a farlo, e se uno e’ proporio bravo se la puo’ cavare in poco piu’ di anno…

  17. tobia Says:

    Avete già detto tutto, quoto ogni singola parola, ora però credo che ci stiamo scaldando troppo, e le energie negative schakru si stanno incanalando nel condensatore per cui stiamo gungendo all’apice di massimo chaklji laddove nella posizione dell’airone e dello gnu due alla terza per mille dal ribollir dei vini l’aspro odor dei tini lo spiedo scoppiettando che va nella campagna zen.

  18. phoenix Says:

    disse la vacca al mulo….

    :P

  19. FE Says:

    Per Aliosha, permettimi d’essere scettico, nelle arti marziali interne tutto dipende dall’abitudine alla sensazione, dalla sensibilità, cose che senza una guida costante non penso si possano sviluppare…e se anche fosse possibile, io non capisco, ti insegnano metà dell’alfabeto e a te non interessa imparare a formare le parole?... certo son dei bei movimenti…

  20. Kumiko Says:

    Però, Fe, se ti interessa una disciplina da qualche parte bisognerà pur cominciare; e se non si comincia poi è un po’ improbabile continuare. Certo, dipende molto da come avvicini una cosa che ancora conosci poco o niente: la sereità del maestro e il contesto e l’atteggiamento con cui avviene è una roba importante.
    Poi bisogna che il principiante/allievo sia interessato e lucido abbastanza da comprendere la natura della disciplina e il tempo che comporta crescere.
    Ma se non si “prova” come si fa a giudicare se è una strada in cui uno si vuole impegnare.
    No?

  21. FE Says:

    io quando ho provato capoeira ho pagato tre mesi, stessa cosa quando ho cominciato aikido, se uno mi viene a fare una settimana di capoeira continua a non sapere un’ostia di capoeira, e non è certo una delle discipline più ostiche che puoi incontrare. Ad ogni modo riconosco di essere un po’ radicale a riguardo :-P

  22. valentina Says:

    oggi mentre facevo volantinaggio per pubblicizzare uno stage del nostro tiratore di calci (venghino siori a roma allo stage!), due individui, dopo che per mezz’ora si era disquisito di capoeira, mi guardano e fanno: “ma in due giorni la imparo la capoeira!?”... ti ho pensato molto fede

  23. valentina Says:

    domanda che c’ntra poco, cmq… ma che fine han fatto le vostre frizzanti presentazioni? prima del mio (e non solo) viaggio brasile c’erano, tornata non c’erano piu’ :-(

Leave a Reply