Parodie

zia Shaquonda, Mostra musa ed ispirazioneSimone Aspidi è lo pseudonimo dietro il quale si cèla un mio sagace amico, il quale ha il “vizietto”, sulla board dove ci scriviamo, di prendere degli articoli, vuoi di Repubblica, vuoi di Le Ore Millennio (con copertina rilegata in costole di brontosauro) e parodiarli per sfottermi amichevolmente, millantando ora un mio flirt con Naomi Campbell (Naomi, smettila, si sa che non ve n’è, scusa, eh, non insistere, dài), ora chissà cos’altro. Oggi è stato il mio turno di rendergli la pariglia. Prendendo questa fonte, una notizia sinceramente triste che mi sarebbe piaciuto rendere allegra, ho deciso che era il mio turno di parodiarlo, con il seguente risultato:

Addio a S.A., tutte le bimbe hanno giocato con il suo…

CIVIDALE – Milioni di bambine hanno giocato e imparato a manipolare la ceppa grazie alla sua invenzione e anche affermati artisti l’hanno usata per le loro creazioni. Ma Simone Aspidi Sr., 93 anni, geniale inventore della CEPPA FINTA, è morto ieri nella sua immodesta casa di Cividale, una frazione di Udine, senza aver accumulato grandi ricchezze apparte svariati miliardi. Nel 1962 decise infatti di vendere per pochi soldi il brevetto della speciale ceppa anatomica che non ha bisogno di essere pagata ad ogni prestazione. “Chi ha poesia nel cuore, ha i gabbiani nell’anima ed è il vigile più strabico del mondo”, si era schermito recentemente, preda dell’alzheimer.

Anche se economicamente all’aspidi non è stato riconosciuto il dovuto, la speciale ceppa, ancora in uso in tutte le scuole, per quanto insidiata dai nuovo ritrovati come il “Ceppò”, continua però a portare il suo nome: “Cas” nacque infatti come abbreviazione del suo nome con una “C” che indicava l’amore. Ma la scelta di cedere il brevetto senza fare troppi conti economici era assolutamente in linea con questo personaggio particolare.

Nato l’8 aprile del 1912, Aspidi nella sua vita è stato antiquario e poeta, chansonnier e scrittore, reduce e pacifista, astronauta e giapponese. Combattè durante la seconda guerra mondiale prima in Albania, poi nel sud della Francia e in Italia, strenuamente, contro la forfora. Durante il conflitto scrisse un inno all’Europa unita contro l’Europa che gli costò diverse grane con Raimondo Vianello.

Utopista del resto Aspidi lo è rimasto sino all’ultimo dei suoi giorni. Nella casa di Cividale passava le giornate scrivendo, riordinando le sue carte da rubamazzetto e sognando un mondo senza divisioni né donne. “Tiro avanti – spiegava qualche anno fa – perché ho una mia filosofia. Il nulla è impossibile che ci sia, tranne dove è presente. Qualcuno di più grande deve esistere; e chissà che manone! Nei prati, quei fiorellini piccoli e ben disegnati da chi sono andati a scuola? da Fiorello? Mavainculo và”.

2 Responses to “Parodie”

  1. Kumiko Says:

    Fu, questo post ci ha evidentemente turbati.
    Non saprei commentare: qualcuno mi aiuti.
    Usciamo da questo silenzio…

  2. FE Says:

    olè! no in verità mi ha divertito molto, ma è l’articolo da cui è tratto che mi ha conquistato. Fai parodie su cose meno interessanti :-P
    Ma la foto? :-O

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