Dell’educazione sentimentale del giovinetto

“Havvi sovente possibilità, nei mondani accadimenti che veruna giovinetta intersechi il percorso del fanciullo; a volte esso vien rapito da corrispondenza d’amorosi sensi, e seco medesimo reca speme alcuna di poterla cinger tra gigli vezzosètti e darle una doppia mandata di ceppa. Con ciò sia cosa che a volte ciò non accade, per capriccio di fato o dell’ormòn bassino, e benchè la nubenda sia d’aspetto vezzosetto e gàrrulo (specie dietro) il fantolìn non tragga giovamento dal alcuno di lei sembiante, ed apparte un’iscambio di mobilfono d’ordinanza, nulla accada. Ciò dovrebbe rappresentar costumanza onesta e buona, come la convenevolezza de’ modi e delle maniere esigerebbe. Non mai la dama dovrebbe temere uomo alcun in ragion di zotico, e quand’esso cerchi di trarre giovamento dai di lei motti e cenni non per chiavare ma per l’elettive affinità nutrire in cagione di dimanda, giustitia sarebbe ch’essa arrispondesse all’altrui cellulàr senza prieghi nè ragionamenti d’ordinario popolo.
E’ disdicevole ed affatto mai grazioso invece incitar altrui al dialogo se non di dialogo ma di ordinario favor non necesse. Il fanciullo trarrà dunque amarezza da tal comportamento, ottenendone cinismo ed un accesso più frequente in sala corse proferendo alte e sconce verba come “malidetta troja o che mi dai a fare il numero di cellulare se poi sei tanto cafona da non rispondere?” (da Galateo, ovvero de’costumi di Giovanni Della Casa*).

Devo chiedere una cortesia a questa ragazza (anche carina, ma non è l’oggetto del contendere) e le telefono. Non risponde. Le mando un sms “per cortesia, temo di aver fatto una gaffe e volevo chiederti lumi, fammi sapere quando sei disponibile”. Niente. Altra telefonata. Niente risposta.
Cazzo, ma non starà pensando che ci sto provando con lei?
Parendomi poco fine specificarlo (sarebbe cmq dovuta arrivarci da sola, credo, visto il mio comportamento) attendo un giorno, due giorni. Altra telefonata. Niente.

Faccio ad un’amica preziosa:
“ma scusa, ma che minchia. Ma io mica voglio NIENTE da lei di suo. Perchè non risponde?”.
La risposta, che era quello che temevo:
“Le scoccia”
“Prego?”
“ma si, magari ti ha dato il numero perchè le serviva qualcosa, però poi magari non ha abbastanza stima di te per rispondere al telefono. Non gliene frega niente, insomma.”
“Cielo, ma esiste davvero gente così?”
“Beh, io l’ho fatto diverse volte”
”....”
”....”
“TU l’hai fatto?”
“Siii, tante volte”
“UNA DONNA IN GAMBA COME TE?”
“Ma si, son cose che si fanno”.

Resto impietrito.
Bon, a trentatre anni comunque sto cominciando a capire le cose fondamentali della vita.
E che sia, allora. In un mondo perfetto non vi sarebbe nessun bisogno di queste minchiate, ma siccome non è un mondo perfetto vuol dire che starò al gioco e comincerò a fare lo spocchioso anche io. Parlerò di me stesso in terza persona plurale, mai direttamente ma tramite un amico che annunzierà il mio Verbo precedendo e seguendo l’affermazione con dei GRAN colpi di cembalo (in pizzeria: “GONNNNG! LORO prendono una pizza bresaola e rucola! GONNNG!” cameriera: “LORO chi? quante pizze?” amico: “LORO (indicandomi), una!”; cameriera (fredda): “e quanti piatti?”), farò pesare ogni MINIMO favore e dedicherò il resto della mia vita ad incrementare il culto della mia augusta persona.

....see, beato chi ci crede… :)

*forse

8 Responses to “Dell’educazione sentimentale del giovinetto”

  1. Silva Says:

    Comunque, Fu, delizioso il ritratto di te da giovinetto. Somigliante. E’ il pittore di famiglia?

  2. Silva Says:

    Ma poi: non avrai sovrainterpretato i modi della dama, dunque macchiandoti di paranoja misoginica prendendo per certa solo l’ipotesi più odiosa?? Hmm…
    Magari ci aveva degli impegni improrogabili (tipo il rituale lavacro della chioma) e appellarti non poteva, indirizzando la sua voce flautata all’indirizzo del mobilfòno che il suo trillar d’usignuolo tutt’intorno spandea. Oppure il mancar dei mezzi finanziari ha impedito il digitale componimento di verba di risposta…

  3. Fu Says:

    silva: questo non è, ohimè, un mio ritratto, bensì un giovane Previti nel vigòr dell’anni. Il rituale lavacro della chioma occupare TRE giorni? Probabilmente si, nel momento in cui anche il cervello veniva lavato via con esso…. no, no, siamo di fronte ad un plateale comportamento da stronza… :)

  4. Aliosha Says:

    Fulvio, il numero ce l’hai.
    DI cessi pubblici e’ pieno il mondo, e di gente che DAVVERO telefona ai numeri con
    “Giovanna maiala, pompini gratis”
    pure.
    Ora, non voglio istigare al resto, ma
    a) sono molto favorevole alle vendette
    b) fai due piu’ due.
    Ali (che a breve riprender a postare, che il cervello gli sta tornando a funziare)

  5. Silva Says:

    Beh, però la pettinatura del moccioso del quadro è identica alla tua. Come lo spieghi, questo, eh???

  6. Fu Says:

    la spiego con: il mio barbiere dovrebbe DAVVERO cambiare le foto dei modelli nel suo studio. Non lo fa da TROPPO, TROPPO tempo… :)

  7. Silva Says:

    E se invece TU cambiassi barbiere? Io ti voglio bene lo stesso, però, qualunque scelta tu decida di NON fare…

  8. lujan Says:

    me encanto, muy bueno

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