Non so voi, ma io ho sempre pensato che la meditazione fosse una delle attivita’ piu’ noise della terra, insieme probabilmente a fare il parlamentare (ma ci pensate? Ascoltare discorsi di parlamentari tutto il giorno? Roba da suicidio).
Insomma: ci si siede li’, e non si fa nulla. Si cerca di non pensare, o meglio, si cerca di non cercare nemmeno, o insomma, ecco, si svuota la testa senza desiderare farlo (e lo so che per alcuni e’ piu’ facile che per altri).
Tutto qui, no?
Noioso. Noiosissimo. La quintessenza della noia, eccettuato ascoltare qualcuno che non sa farlo raccontare barzellette di Pierino che si conoscono gia’.
I miei solidi principi morali (curiosita’ e inconscienza) mi hanno fatto decidere di imparare a meditare, e di recente sono andato a un corso. Uno di quelli tosti, stile sopravvivenza estrema: dieci giorni di silenzio completo, sveglia alle quattro di mattina (“ah, ma non si va a dormire a quell’ora?”), 12 ore seduti a meditare, colazione alle sei e trenta, pranzo alle undici di mattina e niente cena. Una cosa cosi’.
Ora, ho varie annotazioni da fare, su cosa e’ stato difficile, cosa facile, cosa insopportabile; ma per ora vorrei semplicemente fare alcune considerazioni sulla noia. Sulla noiosita’ della faccenda, o per lo meno sulla sua presunta noiosita’.
Perche’ non so gli altri: ma io non mi sono annoiato affatto. La mente, per lo meno la mia mente, si oppone con tutte le forze a farsi calmare, a farsi svuotare, a diventare “single pointed”. Fino a qui niente di nuovo: lo sanno tutti, e’ proprio per questo che si medita. Solo che, dopo aver provato un paio di volte a distrarmi con le cose standard, progetti e lamentele sul passato, senza successo, la mia mente ha cambiato strategia: e’ andata in modalita’ narrativa. Mi ha presentato articoli, racconti e storie fatte e finite, scrivendole davanti ai miei occhi, e pure divertenti, di solito. Poi si e’ data al tecnicolor: io sono di quelli che hanno la fantasia in bianco e nero, sono molto verbale, molto tattile, non troppo visuale, come ben sa chiunque mi abbia visto disegnare vignette, in quanto di norma mi DEVO mettere nella posizione che intendo disegnare. Durante la meditazione (o i tentativi di meditazione) la mia fantasia e’ passata al tecnicolor, con stereo surround e effetti speciali di ogni tipo). Insomma, un cinema.
Divertente. Interessante. Decisamente NON noioso.
Ora: lo so, lo so che NON stavo meditando. Ci stavo solo provando. In effetti la parte piu’ interessante e’ scemata nel giro dei primi giorni, e verso la fine alternavo periodi di pseudomeditazione (mente vuota, circamenoquasi) a periodi di progettualita’, di “oh cazzo, ma io dovevo meditare, non pensare a cosa faro’ a 75 anni”, e periodi di noia estrema (lasciamo perdere il dolore fisico, quello e’ un capitolo a parte). Ma parte della meditazione puo’ davvero essere divertente, soprattutto mentre la mente cerca di opporsi.
Secondariamente, e’ molto buffo trovare a scindere, nel parlare “me” e “la mia mente”, perche’ di solito dovremmo essere la stessa persona. Cosa. Entita’. Insomma, ci siamo capiti.
Marzo 29th, 2005 at 18:27
oddio già eri smagrito…sigh