Ebbene si’, ho avuto il mio primo Guru, probabilmente parte di quelle necessita’ storiche come la perdita del primo dente da latte o la prima malattiva venerea. Come chi mi conosce puo’ probabilmente immaginare[*], ho reagito molto bene al mio primo Guru: l’ho odiato praticamente dall’inizio.
O meglio, no, all’inizio l’ho ascoltato, diciamo per un’ora; poi l’ho odiato per parecchi giorni, per poi passare ad un semplice fastidio, e terminare con fastidio misto a pena. Il fastidio e’ rimasto perche’ ero OBBLIGATO ad ascoltare i suoi blateramenti videoregistrati mistico-filosofico-religiosi di quart’ordine sulla vera natura dell’universo che e’ percepibile SOLO tramite la sua personale meditazione, e sul raggiungimento della vera pace, vera felicita’, vera armonia. Cavolo, vuoi vedere che quelle che avevo prima erano patacche come i Rolex da 20 euro che ti vendon a Bangkok?
Ora: cosa ci facevo li’ ad ascoltarlo, per dieci giorni? Da un lato l’ho gia’ detto, sono dotato di solidi principi morali, io: sono curioso e sconsiderato. Dall’altro, son stato parzialmente fregato.
Ora, io volevo imparare a meditare; per lo meno UNA forma di meditazione, per poi vedere di trovare la mia preferita. Questo corso di meditazione prometteva bene: non religioso, non interessato a questioni filosofiche, ma puramente alla tecnica di meditazione, basato sulle donazioni e sul lavoro volontario; molto duro, del resto, dieci (quasi undici in realta’) giorni di silenzio assoluto, segregazione sessuale, uomini da un lato, donne dall’altro, sveglia alle 4 di mattina, piu’ di undici ore di meditazione al giorno, divieto di fare qualunque altra cosa, scrivere, leggere, attivita’ fisica e quant’altro. Abbastanza da stimolare la mia curiosita’.
E sono andato, per vedere cosa mi sarebbe successo, contento di non dovermi rompere la testa contro una ennesima religione ed idea filosofica con lacune logiche. Quando ho scoperto che ogni sera avremmo ascoltato per un’ora e un quarto i “discorsi del Dhamma”, mi sono chiesto quanto fosse complicata ‘sta tecnica, quante parole ci fossero da dire sullo stare fermi seduti per ore, ma insomma, ero li’ per imparare. Nella vita ho scoperto almeno che se si parte prevenuti, e’ difficile superare i dubbi. Sono arrivato al primo discorso a mente aperta. E tutto e’ filato liscio; anzi, ero l’unico che rideva alle battute. Questo era il giorno zero.
Alla sera del primo giorno, secondo discorso. Dopo 10 ore passate a cercare di trovare una posizione che non mi provocasse dolori lancinanti; tra il mio ginocchio ricostruito molto peggio di quello dell’uomo da sei milioni di sollari (ma almeno non fa musichette scheme quando o piego), la mia schiena la cui idea di “essere dritta” fa invidia a una stradina di montagna e i postumi di una influenza da spossatezza era IMPOSSIBILE, ed e’ rimasto quasi impossibile per tutti i giorni. Dopo 10 ore passate a cercare di tenere la consapevolezza inchiodata ad una cosa semplice come il respiro, cavolo, mica e’ difficile, guardati respirare, non altro, no, non mi interessa quel libro che ho letto 10 anni fa, no nemmeno questo, nemmeno quello, solo il respiro, accidenti. Dopo esserci svegliati alle 4 di mattina, andiamo a sentire il secondo di discorso alle 7 di sera. Contenti di non dover tentare di meditare, per lo meno quell’ora.
Ero pronto ad ascoltare cosa mi avrebbe detto della tecnica. Avevo la guardia abbassata.
BAM dopo dieci minuti, primo colpo religioso, il karma delle vite passate blah blah blah, questa tecnica serve a imparare a morire bene in modo da non accumulare sancara ed essere obbligati a reincarnarsi.
Cosa? Morire bene? Cioe’, ho appena compiuto 29 anni, in media mi restano 45 anni da campare (e non fumo, e mangio i broccoletti), sto solo ora cercando di imparare a vivere bene, e lo scopo di ‘sta cosa per lui e’ morire bene?
BAM, altro colpo: questa tecnica e’ neutrale, non filosofica o religiosa, rispetta le altre tecniche, filosofie e religioni, anche se del resto seguendole non andrete da nessuna parte perche’ sono false e sbagliate, questa e’ l’unica vera, razionale[**] e scientifica.
Come? Cioe’, sei neutrale, ma solo tu ciai la verita’? “Puoi pensarla come vuoi: darmi ragione, o avere torto”?
A quel punto ho alzato la guardia, perche’ mi stavo DAVVERO arrabbiando. E mi sono trovato costretto a sorbirmi un’ora di mumbo jumbo filosofico, di quella filosofia che sembra un po’ infantile quando la studi in terza superiore, tipo “vi accorgerete che tutto cambia sempre, che non posso bagnarmi nello stesso fiume due volte (ok, ok, panta rei, tutto scorre, Anassimandro o chi altro?); quindi il fiume non esiste”.
Uh? No, dico, scusa? A parte che io mi bagno nello stesso stramaledettissimo fiume tutte le volte che voglio, e’ l’acqua che non e’ la stessa, ma il fiume appunto e’ acqua che scorre, se stesse ferma NON sarebbe un fiume; a parte questo, non manca un passaggio logico? E se vogliamo essere logici, razionali e scientifici, anche la definizione di cosa vuole dire esistere, di cosa vuole dire essere la stessa cosa?
E cosi’ via. Poiche’ io tra 10 anni saro’ diverso, e poiche’ non saro’ diverso al mio compleanno e basta, ma saro’ pian piano un po’ diverso ogni giorno, allora cio’ che chiamo “io” non esiste, perche’ cambia in continuazione. La natura essenziale di tutte le cose e’ essere aniccia, transienti: se si aspetta abbastanza ogni stimolo, ogni sensazione, ogni “cosa” passa, quindi perche’ preoccuparsi?
Beh, certo: se ho fame ed aspetto abbastanza, prima lo stimolo passa, poi muoio e quindi, cessando il percepente, cessa anche il percepito. Ma che vuol dire?
Altra questione divertente era la presunta universalita’ dei principi morali che dovevamo accogliere, guarda caso quelli del Buddismo Theravada:
1) non uccidere esseri viventi (una pietra la si puo’ ammazzare, se si riesce)
2) non rubare
3) non avere una cattiva condotta sessuale
4) non mentire
5) non usare sostanze intossicanti
Universali? Beh, se non definisci nulla, certo; come del resto, la dimostrazione che una teoria non e’ scientifica e’ data dal fatto che non possa essere confutata: una teoria che non puo’ essere falsa in realta’ non dice nulla.
Comunque sia, io avevo da ridire su OGNUNO dei principi, per lo meno nella versione del Guru. Per esempio, per non uccidere seguivamo una dieta vegetariana. Beeene, mi sono messo a guardare cosa mangiavamo: perche’ alcuni vegetali muoino se colti, altri no, giusto?
Bene, nella dieta c’erano dei funghi: ammazzati bellamente. Germogli di soia, uccisi crudelmente. Patate, poverette. Per non parlare del fatto che, hej, se io mangio, uccido milioni, miliardi di cellule a botta, roba animata, vivente, sai?
Poi c’e’ l’uccidere di seconda mano, che non si puo’ fare; tutto bello e pulito, ma se per salvare 10 vite ne devo terminare una, che faccio? Come mi regolo? Ogni affermanzione di lunghezza finita e’ falsa (compresa questa, del resto).
Sul rubare, ecco, se io credo che la proprieta’ privata sia un furto (vero Proudhon?), come faccio?
Ah, certo, sulla cattiva condotta sessuale saremo tutti d’accordo: lui ha fatto l’esempio dello stupro, e qui ci siamo. Ma cosa e’, del resto? Non stuprare mi e’ facile. Sii fedele alla tua donna, si’, di norma (ehj, sono single, e’ una passaggiata), mentre “non scopare prima del matrimonio” mi resta indigesta. Dove e’ l’universalita’ di cio’?
Non mentire, dipende, io ero li’ e mi avevano appena mentito, del resto lo facciamo in continuazione, dire sempre la verita’ sarebbe doloroso per tutti.
Sugli intossicanti, cosa sono? “Qualche sostanza che se assunta cambia il tuo stato psicologico o l’umore”, forse? Tipo, chesso’, il cibo, che se ho fame e mangio poi sono contento? A parte che c’era il caffe’, alla mensa, contenente la perfida caffeina, un alcaloide abbastanza potente che provoca assuefazione e dipendenza, sia psicologica che fisica.
Grande universalita’ dei principi morali.
Quasi ad ogni passaggio “logico” c’erano delle falle; ed io a bollire, perche’
a) si trattava di un videoteip, quindi non potevo ribattere
b) non avrei potuto ribattere COMUNQUE, perche’ era vietato parlare di filosofia
c) la guida presente in carne ed ossa non parlava inglese, avevi voglia a fargli domande complesse: “Mentre meditavo ho trovato la soluzione al problema della fame nel mondo, e’ importante?”
“Riporta l’attenzione al respiro, passera’”, grazie mille. Ovviamente la guida femmina sapeva benissimo l’inglese, ma ovviamente c’era la politica della segregazione sessuale, quindi non potevo parlarle, hai visto mai che mi venissero pensieri impuri per una sessantenne ingobbita e con lo sguardo arcigno.
d) non potevo nemmeno sfogarmi con gli altri presenti, perche’, appunto, non potevamo parlare.
Cosi’ passavo tutto il giorno successivo a litigare, nella mia testa, con il Guru, che aveva promesso solo tecnica e ci imbottiva della sua teoria; solo per arrivare alla sera e subire un’altra dose di idiozie pseudobuddiste. Ed erano le UNICHE parole che sentivo in tutto il giorno, era quasi impossibile ignorarle: una volta, verso il nono giorno, con tutta la meditazione che avevo fin li’ appreso, sono riuscito a perdere un intero passaggio, e sono stato contento come un fringuello per questa dimostrazione di forza di volonta’.
Comunque sia.
A corso finito, sono contento di quello che ho passato, del saper stare seduto a schiena dritta per piu’ di un’ora (che poi io mediti o meno e’ una questione aperta); sono contento della sfida, e di aver scoperto che senza vere donne con cui interagire, ci si sturba piu’ di quando si e’ giovani e vergini.
Lo consiglierei a tutti. Ma il Guru, cazzo, il Guru no. E’ inaffrontabile.
La cosa bella e’ che ‘sto tipo, con una faccia da funerale, parlava della vera gioia; ‘sto tipo parlava della sparizione dell’ego, ed era lui l’unico che poteva parlare, quello che aveva messo il suo nome su di una tecnica imparata da altri, che pero’ lui aveva migliorato, ovviamente, ma che era ovviamente la stessa tecnica scoperta da Gotama il Buddha. ‘Sto tipo, cosi’ pieno di se’ che a aggiungerne un po’ sarebbe esploso, parlava della sparizione dell’ego. ‘Sto poveretto che parlava di scientificita’ del metodo senza avere la bencheminima idea dell’iterazione
ipotesi
esperimento
controllo.
‘Sto tizio fa pena. E’ un poveretto. Appena libero dall’obbligo di ascoltarlo, non mi infastidisce piu’ nemmeno. Mi fa pena.
E posso anche ringraziarlo per quello che ho imparato, che dubito mi porti alla vera armonia (se e’ la sua, poi, spero proprio di no), ma che in qualche modo era quello che volevo.
[*] a parte una persona, a causa della quale una volta mi sono quasi unito a Scientology, solo perche’ lui mi aveva detto
“Guarda che loro sanno il fatto loro, se ci vai ti fanno il lavaggio del cervello”
Il lavaggio del cervello ammia?
[**] probabilmente nel senso che e’ composta di numeri naturali al numeratore e al denominatore, da ratio, rapporto, a differenza dei concetti irrazionali, come Pi Greco, radice quadrata di due eccetera…
Aprile 4th, 2005 at 11:37
Penso che dovresti almeno provarne uno in carne ed ossa ;-P
Aprile 4th, 2005 at 15:17
Cosi’ poi lo strangolo e finisco a meditare in carcere?
Naaaa. Ho dato.
Marzo 23rd, 2008 at 23:05
Vorrei specificare che il seminario è completamente gratuito.
Quando durante l’ultimo discorso ti spiega che solamente lasciare un’offerta – che permetterà ad altri fare la stessa esperienza – libera la tua capacità di dare e di conseguenza qualla di ricevere i futti del tuo intenso lavoro, il guru svela tutta la sua pura ingenuità.
Anch’io sono contento di averlo fatto, almeno sono sicuro che non lo rifarò!
E se la genialità del sistema risiedesse proprio nello stimolo alla critica alla meditazione?