Fulvio e la diplomazia internazionale

Tre del mattino fuori da un pabitele desertico che sta chiudendo. Fulvio e il Cicciussi parlottano appena sotto le scale, altri amici nei paraggi o appena andati via. Mentre i gestori del locale si preparano a tirare su le sedie, interi taxi arrivano carichi di gente vestita strana. Uno dei taxinati fa a uno dei gestori, seduto là fuori in cerca di ristoro:

“Siamo qua con dei ballerini stranieri che hanno appena finito uno spettacolo, possiamo bere una cosa?”

Il gestore annuisce un pò mesto e si alza.

Altri taxi si susseguono scaricando odori foresti. Da uno di questi scende uno stangone biondo, che saluta teatralmente Fulvio roteando un braccio verso il cielo.



Stangone (declamando): “hello, my friend!!”

Fulvio (gelido): “i don’t think so”

Stangone (delusissimo): “oh”.

Fulvio si gira e se ne va, Cicciussi stramazza morto per terra dal ridere.



Sono un uomo profondamente spregevole, ogni tanto. Non è malissimo, ogni tanto.

3 Responses to “Fulvio e la diplomazia internazionale”

  1. tobia Says:

    Maestro.

  2. swampthing Says:

    erano i ballerini dello spettacolo di Jan Fabre? hi hi hi… vedi recensione sul mio blog… :-|

  3. fu Says:

    credo proprio di si. Bella la recensione. ;)

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