Poesia dalle palle girate

(dopo aver visto nelle librerie scaffali e scaffali e scaffali di best-sellers e una manciata di libri di poesia); scritta giovedi’ 11.09.1997, rieditata mercoledì 03.08.2005

la poesia si vende un tanto al chilo
per ninfette in cerca di pruriti
la poesia e’ nello scaffale del 3×2
per giovinotti foruncolosi , vecchi vizzi, e romantici in ritardo

la poesia non da’ pane
non da’ ebbrezza ne’ alcuna alterazione
ed e’ tassabile solo per la carta sulla quale e’ scritta
e forse neanche quella

la poesia serve per i musicisti scarsi
che scimmiottano Hendrix o Beethoven
la poesia e’ a portata di tutti i presuntuosi e gli ubriaconi
la poesia la scrive chi non sa scrivere

la poesia e’ venduta a tranci come il pesce
agli angoli della strada, sotto i lampioni, con una borsetta e una stola di volpe finta
è venduta a litri, a bicchieri, a vasche da bagno, a silos
perchè è da lì che viene

la poesia nasce dall’invidia,
dalla fame, dal cazzo, dalla fica,
dalle lacrime, dal sangue, dai debiti, dal fango,
da quello che non abbiamo, o da quello che abbiamo troppo

la poesia la scrivono i pazzi, i santi, gli eroi, i re
ed ha una metrica, una rima, una prosa, un senso,
o nulla di tutto questo,
a seconda dei capriccetti all’autore

la poesia e’ un passaporto per un posto dove non vorresti mai piu’ essere
una lametta sugli occhi e una sulle palle,
la perdita della verginità, il sangue, il testosterone
il male subito o da far subire

la poesia è un cane rognoso
ma fa molto fine citarla nei salotti
o in un verone, la notte, sotto la luna, in smoking
e lei ti guarda basita e risponde a “beautiful”

la poesia è un perfetto squilibrio, una bugia vera,
canto del ghetto e del penthouse illuminato a festa
un giocattolo rotto, un videogioco spento
che nessuno spolvera

è un elenco di improperi e di lusinghe
entrambi scritti per soldi o per falsità
una scusa per la misoginia o l’ultrafemminismo
una scusa e basta, in effettiali

e il poeta sarà maledetto, criptico
oh-così-TROPPO bohemien, e non capirlo è cosa buona e giusta
lo si guarderà dall’alto verso il basso,con disprezzo, per la via
chè gli vogliam bene, e soffrire aiuta la poesia

4 Responses to “Poesia dalle palle girate”

  1. Aliosha Says:

    Boh, io ho smesso di SCRIVERE poesia quando mi sono accorto che non mi piace LEGGERE la poesia.
    O meglio, mi piace una poesia ogni 100. Nel caso dei miei autori preferiti. FIguriamoci gli altri.
    Comunque.

  2. frederico Says:

    Io per lo stesso motivo ho smesso mentre cominciavo

  3. Giulia Says:

    Non ho mai scritto poesia. Di recente, poi, ho scoperto di avere fatto bene: la buona poesia richiede una conoscenza della lingua e della gestione delle toniche di molto superiore alle mie competenze. La prosa mi viene meglio.

  4. barbarah Says:

    Mah..io sono un po’ perplessa e triste della verità di quello che dice questa poesia…aanzi me la sono pure stampata!

    Rifletterò... se scrivere ancora versi, umani!

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