Piccole soddisfazioni artigianali

Sono stato in giro per spettacoli, convention giocoleristiche e semplici visite ad amici per due mesi abbondanti, e sono tornato a casa da poco. Salvo imprevisti (e ce ne sono già un paio all’orizzonte, ma tengo la testa bassa e faccio finta di non essermene accorto), dovrei poter rimanere tranquillo un paio di settimane: la prospettiva mi alletta, e molto, più di quanto avrei potuto immaginare.

Non c’è nulla come il nomadismo per farti apprezzare la stanzialità.

Dopo paio di mesi in giro, con poche cose e molti attrezzi da giocoleria, tutto ciò che avevo con me cominciava ad essere stropicciato e ingrigito, gli strumenti cadevano un po’ a pezzi, e io mi sentivo un po’ sparpagliato, stropicciato, ingrigito e a pezzi. Ora ho bisogno di fare mente locale, riprendere le pratiche un po’ noiose che mi fanno bene, fare un po’ di piani per i prossimi tempi.
Ho anche bisogno di risistemare i miei strumenti di lavoro.

Così oggi sono impegnato in una attività molto soddisfacente per un geek [*] della giocoleria: sto risistemando i miei strumenti, li sto riparando e ne sto preparando di nuovi.
Ho appena provato a cambiare il materiale che uso per isolare i bordi dei bastoni da infuocare, prima usavo il vinavil mentre ora uso un misto di stucco e vinavil (anche se temo che lo stucco sia troppo rigido e si sbricioli quando cadono: vedremo). Ho cartavetrato i pezzi di legno che diventeranno i miei nuovi trampoli, poi ho passato l’impregnante: ora sono fuori in giardino ad asciugare. Ho anche trovato i calzini che desideravo per i miei nuovi sock poi, “calzini da giocoleria” (avete presente le catene infuocate? Stessa cosa, ma diversa: coi calzini, e senza fuoco).
Devo ancora mettere mano ai ventagli infuocati, risistemare le catene che ormai fanno una fiammella asfittica e triste. Poi sarà la volta dei costumi.

Sono soddisfatto. Ora vado in fuori ad allenarmi in compagnia delle zanzare tigre.

PS sono tornato. Poi ne parliamo. Grazie a Fulvio per aver tenuta alta la bandiera mentre avevo il cervello in esilio ad Hammamet.

[*] geek (pronunciato tipo ghìck) era usato in origine per indicavare un nerd (un secchione) a orientamento tecnologico, fissato con computer e cose del genere. Ora si usa più genericamente per denotare un fissato che passa parecchio tempo a studiare un qualche argomento e che, soprattutto, è capace di parlarne per ore, spesso mentre gli occhi degli ascoltatori diventano vitrei come quelli di un pesce lasciato 3 giorni al sole a Pantelleria (ad agosto).
Si può essere un geek della moda, del calcio; della giocoleria, appunto.

7 Responses to “Piccole soddisfazioni artigianali”

  1. fu Says:

    aaaalleluja! aaaaalleluja! ESSO E’ TORNATO! HE BACK!
    leggere qualcosa di tuo è di nuovo una piacevole abitudine. :)

    Quando ti rompi di stanzialare, a Villa Pigrizia c’è sempre posto (lo sooo, lo sooo, posso spostarmi anche io…. lo soooo….) ;)

  2. Venusiana Says:

    ..strane le cose..una volta (nella storia dei libri delle medie) l’esilio era una coercizione su qualcuno che stava scomodo a qualcun altro….ora ci si va per scelta, più o meno consapevole, quando ci si sta scomodi addosso…sempre qualcosa di scomodo c’è....a meno che in esilio non si trovi un divano comodo comodo dove ozziare un pò... ;-).....anyway….buon rientro cervello di Aliosha…

  3. Venusiana Says:

    ...devo moderare il mio commento?!....giuro che non ho parlato di quel gioco che si fa con le carte da ramino e per il quale si usano le fiches etc. etc…..

  4. Aliosha Says:

    Nah, io dovevo moderare il tuo commento (ovvero dire se andava bene o no), per essere sicuri che tu fossi una persona (cosa che posso confermare) e non una macchinetta macinaSPAM.
    Ecco tutto.

    Benvenuta, en passant.

  5. Aliosha Says:

    (Essendo il tuo primo commento, dovrei aggiungere)

  6. Christian Says:

    Ciaooooooooo!!!! Posso chiederi un consiglio sui sockpoi…???
    Volevo costruirli, ma non ho idea di dove trovare quei calzini tutti colorati senza la forma del tallone…
    On line?

  7. Aliosha Says:

    Ciao,
    io li ho trovati al mercato di Cesena, ma più o meno ovunque.
    O meglio.
    Io li compro con i calzini, poi faccio due arrotolamenti (che mi ha insegnato una tipa inglese), per
    a) nascondere il tallone
    b) rafforzare il fondo.
    Li faccio anche se non c’è il tallone.

    Pensavo di fare una foto-gallery con un how to, non so se on line ci sia qualcosa.
    E comunque: meglio che compri delle parigine, ovvero calzini LUNGHI, a meno che non voglia giocare con micro-poi.

    A

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