Vino, tatuaggi e tsunami sentimentali

uomo tatuatoMetti che una sera vai in unenoteca-ristorante per farti un buon bicchiere di vino (sì, la birra stona!), ti aspetti che loste nella vita faccia loste e invece scopri che è anche uno scrittore. E, pensa un po, non scrive di vino e ricette (tanto è quello che istintivamente pensano tutti), bensì dell odissea erotica di un mutante; è questo il sottotitolo dell Uomo Tatuato di Marco Lugli, oste e scrittore carpigiano. Rimango decisamente colpita dal sottotitolo e gli chiedo di spiegarmi la trama.
Marco: è la storia di un tizio a cui al termine di ogni storia con una donna, sia una bazza di una sera o una storia seria, appare un tatuaggio spontaneo sul corpo; giochetto sadico del suo inconscio che gli sputa sulla pelle forme e colori che fanno mostra delle emozioni, belle e brutte che siano, vissute con la donna di turno. Sono tatuaggi volgari, blasfemi, ridicoli.per farla breve, lui si innamora di una che non lo caga proprio per colpa di questi tatuaggi e per anni vive una serie di relazioni tutto sesso o poco più. Poi conosce una ragazza con il corpo completamente coperto di tatuaggi maori, poi la tipa di cui si era innamorato torna e..ma si diceva? Vuoi un Brunello di Montalcino o un Nero DAvola?.
Scelgo il Nero DAvola. Dopo qualche settimana torno per il vernissage di presentazione del libro, mi gusto il buffet e le frasi tratte dal libro appese qua e là (bagno compreso) e appena esco con il libro in mano, ne leggo lincipit: Nudo, appoggiato di peso al lavandino, con le braccia tese e luccello moscio, stavo immobile allo specchio del bagno ad osservare imbambolato il mio corpo schifosamente pallido, mestamente privo dei segni dei mie trentatre anni.().
Lo finisco in una settimana durante le mie 3 ore quotidiane di pendolarismo in treno e aver voglia di aprire un libro prendendo il treno delle 6.43 di mattina è già una buona recensione di per sé direi.
E ironico nel legame tra il pensare tra sé e sé (leggasi, seghe mentali) e lagire; è vero per chi pensa che la verità altro non sia che armonia di contrasti. E divertente entrare nelle farneticazioni del protagonista, sia per un lettore (che credo ci si possa rispecchiare molto), sia per una lettrice che, nella sincera intimità con se stessa, ci si può rispecchiare al pari di un uomo o, quantomeno, si può divertire a sbirciare dentro la sua testa.
Da lettrice con un tatuaggio fatto di fresco e che si trova nel bel mezzo di uno tsunami sentimentale, è stato decisamente una bel fiume di parole su cui fare rafting.

17 Responses to “Vino, tatuaggi e tsunami sentimentali”

  1. Aliosha Says:

    Hei, e il link a dove comprarlo?
    Che fine ha fatto, tsunamica aliena?

  2. Venusiana Says:

    il link lo si trova nel sito (basta prendere la direttissima dal titolo e, per i più audaci, è prevista anche una sosta in autogrill per mangiare un positano).
    Io sono ancora in transito su questo pianeta ma dopo quasi 2 ore di treno passate in compagnia di un’allegra combricola di burbe che cantavano Giggiddalessio e che mi chiedevano “scusi siggnurì..ma accà al nordtch il sole non esce mai?”, sto seriamente pensando di rimontare sulla mia navicella e di ripartire.

  3. Aliosha il gelato Says:

    NAAAAA, la navicella piena di ceci no, ti PREGOOOOO!

  4. Venusiana Says:

    e chi ha detto che mi porti dietro i ceci anche a sto giro?! Ho scoperto che esistono legumi molto più interessanti.

  5. Aliosha Says:

    Legumi

  6. Aliosha Says:

    ?

  7. Venusiana Says:

    ”(...) I ceci sono legumi molto antichi, noti fin dai tempi degli antichi egizi, che però li consideravano cibi per poveri e infatti venivano dati solo agli schiavi.(...)”
    Dopo queste informazioni fondamentali, ho deciso che non potevo più solcare le orme degli schiavi egizi (credo che mai nessuno mi chiederà di costruire una piramide), per cui ho optato per altro..
    (PS sottovoce: era solo una battuta Aliò!)

  8. Aliosha Says:

    Ma che non lo avevo mica capito?

  9. Aliosha Says:

    Update l’ho letto anche io.
    Sappilo: tu e Marco mi dovete una notte di sonno. Ho iniziato a leggerlo verso l’una, “tanto mi stufo subito”; ho finito di leggerlo e mi sono rifiutato di guardare l’orologio; ma oggi ho tanto, tanto sonno.

  10. Venusiana Says:

    deduco che ti sia piaciuto allora? Mi fa molto piacere. Quando e se ti va, puoi lasciare il tuo commento su IBS:
    http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=WVENT9FR2UKPC
    sono curiosa di sapere che ne commenteresti, appunto.
    (..mi immagino gli occhietti stanchi anche.. :-))

  11. Aliosha Says:

    Moh lo faccio.
    Ciò un attimo di cose da fare, oggi.

  12. Aliosha Says:

    Psst: se il link lo scrivevi giusto, tipo
    http://example.com
    compariva cliccabile.
    Così, per dire…

    (lo so, lo so: P & P, lo so)

  13. Venusiana Says:

    hai ragione ad essere pignolo a sto giro. E’ che non sono ancora molto impratichita con la gestione del sito (e infatti si vede il mio tentativo fallito di modificare il commento..). Mo’ ci riprovo.
    Buone tante cose da fare!!

  14. Venusiana Says:

    fatto
    :-)

  15. Marco Says:

    Il sonno perduto, una volta recuperato, ha la fantastica proprietà di trasformarsi in ore di vita vissute, invece di sprecate dormendo.
    Non è un modo carino di vedere le cose?
    Comunque grazie del tempo dedicato.

    L’autore

  16. Aliosha Says:

    >Il sonno perduto, una volta recuperato,
    >ha la fantastica proprietà di trasformarsi
    >in ore di vita vissute, invece di sprecate dormendo.
    Non saprei: una volta credevo che le ore passate dormendo fossero sprecate. Alcuni decenni di insonnia (quasi scomparsa, Shiva sia ringraziato) mi hanno fatto cambiare idea. Le ore passate non dormendo sono ore sprecate, e in anticipo, e ne faranno sprecare di più.
    Il che non toglie che io spesso e volentieri resti sveglio invece che andare a nanna. Semplicemente, lo faccio NONOSTANTE non mi faccia bene.

    Per cui, dovresti essere ancora più lusingato.
    Grazie per quello che hai scritto.

  17. Altafedelta Says:

    e chi stabilisce quante siano le ore sprecate e quelle no?

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