moriamo per delle idee, va be’, ma di morte lenta

da piste

1. Se per una caricatura qualcuno ti minaccia di piazzare una bomba in redazione (come credo sia successo in Danimarca), è chiaro che hai tutta la nostra solidarietà.

2. Ma se qualcuno propone un boicottaggio economico, c’è poco da fare: in Danimarca è lecito pubblicare caricature di profeti religiosi, e in tutto il mondo è lecito boicottare chi le fa. La democrazia consiste, tra le altre cose, in libertà di espressione e libertà di consumo. Tu sei libero di disegnare il fondatore della religione di un miliardo di persone come il perfido Califfo dei fumetti, e io sono libero di non mangiare più biscotti danesi.

3. Si parla di reciprocità tra religioni: se c’è una Moschea a Roma ci dev’essere anche una Chiesa alla Mecca. Va bene; però non sempre questo discorso fila.
In questo caso piazzare una caricatura di Gesù di fianco a quella di Maometto non ci aiuta a capire il problema: ai musulmani è fatto divieto di ritrarre i profeti (sia Maometto che, credo, Gesù); ai cattolici no, anzi, c’è il culto dei Santi che per i musulmani (e per i protestanti) è un puro sussulto pagano.
Se facciamo caricature di Maometto (e abbiamo il diritto di farle) dobbiamo almeno renderci conto che infrangiamo un tabù pesante dell’Islam. Non è come raccontare una bazelletta su Gesù e gli apostoli. In questo caso non c’è reciprocità, perché i cattolici non hanno lo stesso tabù.
Per restituirci una vaga idea di reciprocità, non ci resta che andare a cercare altri tabù cattolici. Per esempio, la transustazione. Ecco: immaginatevi uno sketch televisivo dove si scherza sull’ostia e il vin santo. Vi è mai capitato di vederne in tv, pubblica o privata? A me no. Credo che il CEI protesterebbe immediatamente. Ma una vasta gamma di italiani, dal semplice laico al mangiapreti, sarebbro sinceramente deliziati.
Ora però pensate allo stesso sketch realizzato da un canale satellitare arabo. Con un attore arabo che fa il prete e scaracchia l’ostia. Credo (siamo sempre nel novero delle ipotesi, perché per ora non risulta che gli arabi scherzino sui tabù cattolici), credo che non solo il CEI e il Vaticano protesterebbero violentemente, ma che anche la Farnesina ci metterebbe voce: e in generale in Italia i laici deliziati sarebbero molti meno. Perché un conto è prendersi in giro da soli; un conto è quando lo fanno gli altri. Questo, giusto per la questione della reciprocità.

4. E poi cerchiamo di non fare i furbetti, perché questa cosa della reciprocità è un boomerang… A un certo punto Ferrara, ieri sera, in uno di quei sussulti di teoconismo becero che gli vengono (sempre più spesso) ha chiesto all’esperto d’Islam se è vero che il Corano proibisca il riso. Pare di no, che non è vero.
La regola di San Benedetto, invece, lo proibisce.

5. Ma il razzismo esiste. E’ un parametro oggettivo, che si può misurare. Piccolo esperimento: immaginiamo per un attimo che quel barbaccione minaccioso non sia una caricatura di Maometto, ma di Giuda Maccabeo (le due donne in burqa sono un anacronismo in entrambi i casi). Quanti secondi ci mettiamo a definire quella vignetta antisemita? E’ quello che è. Una vignetta antisemita. Moriamo per delle idee, va be’, ma non per il diritto danese ed europeo a pubblicare una vignetta antisemita.

6. Che torme di giovani arabi in Palestina e nel Maghreb pensino di difendere la loro identità boicottando la Danimarca e la Norvegia per una vignetta antisemita, è triste. Ma è triste anche vedere rispettabili signori di mezza età andar di edicola in edicola per cercare il numero dell’Opinione con le vignette antisemite, con l’aria di chi sta combattendo un eroica battaglia per la libertà occidentale d’espressione. Come se tutte queste provocazioni provocassero veramente qualcosa di buono.

7. La libertà è qualcosa che si costruisce giorno per giorno. E giorno per giorno, con gli islamici, ci dobbiamo convivere. Ora, onestamente: una vignetta più o meno antisemita che infrange un tabù della religione islamica apre forse qualche spiraglio di libertà nei paesi arabi e musulmani? No. Serve solo a ribadire quanto siamo liberi noi e quanto siano minacciosi loro.

8. E comunque l’unica un po’ divertente era questa:

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Banalissima, ma funziona.

9 Responses to “moriamo per delle idee, va be’, ma di morte lenta”

  1. Aliosha Says:

    Visto che sei arrivato a 50?

  2. Franchie Says:

    Vabbè Nicola, una delle cose di cui moriamo di morte lenta è l’ignoranza. Non discuto le tue argomentazioni cui attribuisco le “buone intenzioni” ma vorrei ricordarti che la possibilità di svillaneggiare Gesù, Maria e santi vari senza essere puniti severamente ( non in maniera corporale, quello no dal medioevo, ma in maniera sostanziale: licenziamenti, isolamenti ecc) è molto, molto recente. Fino a non molto tempo fa le bestemmia era reato ecc. Mi sembra che anche il mondo islamico, pur riconoscendo tutte le cazzate che facciamo noi di quà, dovrebbe darsi una mossa e cercare di arrivare almeno all’800, non dico alsecolo scorso. Ci dovrebbe essere una proporzione tra la offesa, se tale la si ritiene da parte di non credenti, e la risposta. Altrimenti dove arriviamo? Per loro è anche corretto quello che fanno alle donne. Non dovremmo dire nulla altrimenti si offendono?

  3. Phoenix Says:

    Scusate ma da noi è tanto diverso? Ricordate il casino fatto per il “pastore tedesco” del Manifesto?
    E le donne non son forse trattate male anche da noi? non hanno forse più problemi sul lavoro di noi maschietti? In alcuni cantoni svizzeri non hanno manco il diritto di voto ancora.

    In iran le donne portano il velo per scelta religiosa, così come le nostre donne mettevano lo scialle, poi lo han messo sempre meno, poi solo in chiesa, e poi mai più, per la gioia dei parucchieri cmq mica per una “liberazione dalla schiavitù”

    Alla nostra civiltà nessuno ha detto quel che fare per arrivare dove siamo, e ci siamo arrivati, magari senza qualche ingerenza da parte nostra i paesei arabi sarebbero più avanzati, non notate che + l’occidente critica l’oriente e più acquistano potere conseratori e integralisti? è un caso? non credo. Perfino la palestina ha voltato le spalle ad Arafat, dopo l’iran che è tornato indietro di decenni col nuovo presidente, e tutto grazie alle politiche di “esportazione della civiltà” dell’occidente.

  4. Aliosha Says:

    Mi sembra che anche il mondo islamico, pur riconoscendo tutte le cazzate che facciamo noi di quà, dovrebbe darsi una mossa e cercare di arrivare almeno all800, non dico alsecolo scorso.

    Per quanto non mi piacciano le religioni monoteiste in genere (le altre non mi hanno mai fatto niente di male), faccio fatica a riconoscermi nell’affermazione “l’Islam dovrebbe”.
    Come “i maschi pensano solo al sesso” (con cavillo di donne che poi si lamentano perché la volevano dare a uno e lui non la voleva, “ma forse è frocio”, yeah). Come tutti gli italiani sono così, e tutti i tedeschi sono cosà.
    Ho tradotto qualche tempo fa un testo sul rapporto tra Iran e USA: i riformatori iraniani avevano come grandi idoli Voltaire e vari personggi dell’illuminismo e dell’800. Dicevano che è importante scindere religione e politica, perché altrimenti si sminuisce la religione, che deve dirti come condurre una buona vita, non a che età è legale sposarsi (9 anni per le femmine, 12 anni per i maschi, grazie per la domanda).

    L’Islam ha varie correnti, che io sappia. Essendo una religione diffusa anche in molti paesi con una idea sociale che, ai miei occhi, è arretrata, ha anche le correnti becere. E non c’è da dimenticare che gli idioti sono uniformemente diffusi in tutto il mondo: insomma, il cristianesimo dovrebbe decidersi ad accettare l’evoluzione, non credi?
    O quella corrente del cristianesimo che accetta ufficialmente (e chiede ai credenti di credere) che la madre di uno dei suoi 3/1 dei sia stata sparata a razzo in cielo al posto di morire, perché la morte l’avrebbe sminuita?
    Insomma: non dico al secolo scorso, ma all’800 potrebbe arrivarci, questo cristianesimo.

  5. Franchie Says:

    Mmmmm, veramente non sono cristiano e neppure di alcuna religione.
    Però ritengo che l’opposizione al nostro( inteso come generico occidente) sistema di valori, che con il cristianesimo non ha nulla a che fare ( nei fatti e non nella forma), non possa spingere a ritornare ai tempi precedenti la rivoluzione francese. Gli idioti ci sono, ma farli diventare una bandiera è un’altra faccenda. Il mondo islamico significa le persone che professano o dicono di professare tale religione, in qualunque sottoinsieme si voglia, e dunque sono le persone e non i governi e le chiese che devono darsi una mossa e non andare a piazzare bombe in ambasciate perchè qualche stupido si è “permesso” di sbertucciare il profeta.
    Il regista Van Gog non era un relativista qualunque. Era dunque uno stupido illuso sulla sostanziale uguale dignità degli esseri umani?
    Gli idioti disogna solo compatirli o scusarsi o altro?
    Non che la risposta sia facile

  6. Aliosha Says:

    No, no.
    Sono completamente per la responsabilità personale. Io sono idiota in tanti aspetti della mia vita, e sono completamente responsabile IO di quell’essere idiota.
    Così lo sono le madri che infibulano le figlie, così lo sono una serie di persone che fanno cosè sceme, inumane e anti-sacre (con una idea molto specifica di sacro) agli altri esseri umani.

    E rivendico il diritto di prendere per il culo qualunque religione/idea/cosa. Non le persone. ma tutto il resto sì.

  7. Aliosha Says:

    (e sul relativismo: le persone hanno tutte la stessa dignità, ma ci sono culture e idee più sceme delle altre. Nessuno mi fa cambiare idea su questo)

  8. ufficio stampa Says:

    Presentato il programma elettorale

    Il direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro, candidato al 13 Municipio di Roma nella lista “Verdi per Veltroni” ha presentato il suo programma per il mandato che con ogni probabilità gli sarà conferito dai risultati delle urne

    Bagno di folla per il popolare giornalista Antonello De Pierro, candidato al 13 Municipio di Ostia Lido nella lista “Verdi per Veltroni”, che ha ufficializzato le ragioni della scelta di candidarsi, presntando il suo programma. Il tutto è avvenuto in un noto locale della zona alla presenza di 675 persone, che hanno accompagnato il suo intervento con ovazioni e applausi scroscianti, a testimoniare i consensi suscitati dalla sua candidatura alla carica di consigliere nel Municipio di Ostia e dintorni. Da sempre impegnato giornalisticamente sul fronte dei diritti sociali e della cultura, De Pierro si è soffermato con decisione sui temi della sanità e del lavoro, senza tralasciare il degrado della pineta, per cui ha ingaggiato da anni una vera e propria battaglia con le istituzioni locali, sottolineando la latitanza istituzionale del presidente uscente Bordoni sul tema di scottante attualità. Grande commozione hanno suscitato i riferimenti alla cultura con le proposte di integrazione per i portatori di handicap.
    Ecco di seguito i punti salienti del discorso:
    “Cari amici,
    sono qui per comunicarvi i motivi che mi hanno spinto ad accettare la candidatura alla carica di consigliere al 13 Municipio di Ostia Lido.
    Amo Roma come me stesso e ancor di più Ostia e dintorni, dove sono nato e risiedo. Negli ultimi 5 anni siamo stati costretti ad assistere ad una gestione praticamente inesistente della cosa pubblica da parte dellamministrazione di centrodestra guidata da Davide Bordoni.
    Nei rari casi in cui si è tentato di fare qualcosa, ci si è mossi in modo totalmente errato, sfiorando spesso, addirittura il paradosso.
    E intanto il territorio, già afflitto da problemi di origine atavica, è stato stritolato dal degrado e dallimmobilismo totale di chi avrebbe dovuto invece adeguarlo alle esigenze sempre più pressanti dei cittadini.
    Visti i personaggi sul palcoscenico politico, tutto ciò non mi meraviglia affatto.
    Giornalisticamente mi sono adoperato, insieme ai miei collaboratori, per denunciare inefficienze, abusi, soprusi, ma la risposta istituzionale è stata praticamente inesistente.
    Quando per esempio mi sono occupato del degrado della pineta, polmone verde per lintera città di Roma , il presidente Bordoni ha declinato linvito a partecipare rispondendo tranquillamente, tramite il suo addetto stampa, che non gli interessava intervenire.
    E così, le testate da me dirette, rimasero orfane del punto di vista e di uneventuale promessa dimpegno (parola un po rara nel frangente) da parte del massimo rappresentante istituzionale sul territorio.
    Per rendersi conto del totale abbandono del prezioso gioiello verde del 13 Municipio basta collegarsi al seguente indirizzo http://www.italymedia.it/articoli/attualita&cronaca/0063.htm .
    Si può fare molto, anzi si deve, e questo è un mio preciso e inderogabile impegno elettorale dopo lingresso nel consiglio comunale.
    Altro problema che mi sta particolarmente a cuore è legato al sacrosanto diritto alla salute, sancito allarticolo 32 della Carta Costituzionale, e regolarmente calpestato nelle strutture sanitarie pubbliche del territorio.
    è giusto e di rigore adempiere i doveri, ma quando si parla di diritti, vanno rispettati senza indugi e nessuno può e deve permettersi di negarli.
    Abbiamo assistito ad una interminabile e dolorosa sequenza di carenze nellambito della sanità pubblica, per cui, spesso gli utenti (o pazienti, è proprio il caso di dire) sono stati dirottati dalle impellenti esigenze, verso le strutture private.
    Questa è una vergogna che deve finire, insieme allalto prezzo pagato dai cittadini.
    Mi impegno su questo terreno a non fare sconti a nessuno.
    Passando allarticolo 4 della Costituzione, che tutela il diritto al lavoro e prevede che lo stato si adoperi affinché questo venga rispettato, abbiamo assistito negli ultimi 5 anni del Governo Berlusconi, ad un vero e proprio attentato nei confronti di questo precetto costituzionale.
    Il baratro di un futuro allinsegna del precariato e dellincertezza si è sempre più allargato sul percorso professionale e biologico delle nuove generazioni.
    A livello locale purtroppo non si può fare molto in questo senso, però mi impegno da un lato a proporre un trattamento privilegiato alle aziende del territorio che garantiranno contratti a tempo indeterminato, regalando quindi una concreta speranza di stabilità futura, e dallaltro una severa penalizzazione delle strutture che continueranno a sostenere la vergogna dei contratti a termine, tanto cari al Centrodestra per meri fini statistici.
    Per concludere, alla luce dei fatti, sembrerebbe quasi che la destra di Bordoni sul territorio si sia impegnata, fortunatamente invano, per mantenere la gente nellignoranza favorendo il sonno delle coscienze.
    Metodi che risalgono a secoli addietro.
    Gli appuntamenti culturali sono stati lesinati come lacqua nel deserto a una cittadinanza che fortunatamente possiede invece una naturale predisposizione verso lo scibile e una fertile vocazione nei confronti della crescita umana e intellettuale.
    è ora di promuovere la cultura, quella vera, nel XIII Municipio, con lincentivare eventi di grande spessore, non tralasciando mai la crescita umana e lintegrazione sociale dei portatori di handicap con iniziative mirate.
    Una di queste potrebbe essere la realizzazione di un progetto che da anni porta avanti la nota attrice Tiziana Sensi, che prevede spettacoli teatrali per non vedenti e non udenti, al fine di favorire il processo integrativo delle categorie in questione anche attraverso larte.
    Per realizzare tutto ciò serve limpegno di tutti voi, nel votarmi e nel sostenermi dopo lelezione al Consiglio Municipale.
    Grazie a tutti.”

    antonellodepierro.italymedia.it

  9. ufficio stampa Says:

    INTERVISTA AD ANTONELLO DE PIERRO
    Da Napolitano alle liti per le poltrone nel governo Prodi, allIraq, al sistema elettorale, alleconomia.Il ‘’depierro pensiero’’.

    Angelo M. D’Addesio

    *Iniziamo con le notizie politiche di questi giorni. La scelta di Napolitano come Capo dello Stato è condivisibile, giusta oppure si configuravano alternative possibili e se sì quali?

    Sì, penso che Napolitano sia stata la scelta giusta, a dispetto dellanzianità, anche perché vista la situazione che si era venuta a creare non poteva essere DAlema, luomo giusto, avendo fatto la campagna elettorale per un determinato schieramento. Gianni Letta è stato sempre al suo posto, ma non dimentichiamo che è stato al centro dei fondi neri dellIRI negli anni 70 e quindi non era una figura credibile al momento. Mi ha fatto male vedere i 42 voti a Bossi, che è leader di uno schieramento che fa i raduni sul Po e cantava con i suoi seguaci la canzone Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il Tricolore. Parlo di Bossi perché è stato il secondo più eletto. Penso che Napolitano è una buona figura, che sicuramente riuscirà ad essere al di sopra delle parti.

    *Il Governo Prodi. Dopo la vittoria risicata che durata potrà avere questo governo e soprattutto come si risolveranno i diverbi interni ai DS o il nodo Mastella-Bonino per il Ministero della difesa?

    Come durata mi auguro che sia di cinque anni pieni. Diciamo che le liti sono più nellambito dellUlivo, nel partito unico. Sembra che qualcuno abbia attribuito a DAlema, la frase e la volontà di una doppia vicepresidenza del Consiglio, con Rutelli. Non sarà così. La vicepresidenza andrà, a mio parere, a Rutelli. Non sono daccordo sulla scelta di Rutelli, in tempi passati ho trovato molto da ridire sul comportamento politico di Rutelli.

    *E sulla questione Bonino-Mastella?

    Sicuramente vedo molto meglio Mastella alla Difesa. La Bonino alla Difesa sarebbe una scelta contraddittoria, viste le battaglie pacifiste che la Bonino ha condotto in questi anni con i Radicali, Rutelli in primis. Non dimentichiamo il trasformismo esasperato di Rutelli, dai Radicali ai Verdi, per poi genuflettersi in Vaticano, passando alla Margherita.

    *Rimanendo sullargomento pace-guerra. A fine giugno dovrebbe esserci il rifinanziamento delle missioni in Iraq ed Afghanistan. Il governo Prodi avrà la volontà di svincolarsi dalle missioni oppure seguirà i propositi del governo Berlusconi?

    Io mi auguro di no. Innanzitutto la missione in Afghanistan è stata ben diversa. Quella in Iraq è stata una missione di guerra, perché gli italiani hanno partecipato a diverse operazioni di guerra.
    E eclatante il caso di Nassiriya. Lì sono di stanza gli italiani e ci sono gli stabilimenti dellENI che gli italiani hanno protetto durante la missione.

    *Quali sono le possibili soluzioni politiche per risolvere questi nodi cruciali legati alle missioni in Iraq?

    Io spero si trovi una soluzione che non sarà comunque facile, vista la situazione creatasi in Iraq. Penso che sia però il momento di ritirare i soldati dallIraq. Cè da sottolineare comunque il cinismo aberrante che accompagna il cordoglio per la morte dei militari italiani, dalla tragedia di Nassiriya. Berlusconi disse allepoca E come se fosse morto mio figlio. Suo figlio non era lì, purtroppo o per fortuna e sono parole e frasi fatte. Il fatto di considerare i morti in terminI di mera contabilità di un bollettino di guerra dovrebbe far riflettere. Dietro ogni morto cè una tragedia familiare che segna per tutta la vita.

    *Si parla di Partito Democratico e di Casa dei Moderati. Eppure le formazioni sono molto disomogenee, la sinistra radicale va per conto suo. Saranno possibili queste elaborazioni in termini bipolari e quali saranno i tempi per queste soluzioni?

    E una bella domanda. Io sono contrario allunione DS-Margherita. Sarebbe il tramonto dellideologia. Questo già esiste, però se qualcuno ha ancora delle idee, ci troveremmo di fronte ad ununica lista formata da coloro che combattevano, verbali o meno, ovvero democristiani e comunisti, la vecchia maggioranza ed opposizione. E come se in futuro si unissero Berlusconi e Prodi. Dallaltro lato la Casa dei Moderati è surreale. Nel centro-destra non ci sono moderati, per il sol fatto di aver accettato lalleanza con la Lega Nord che è sempre stata contraria e lontana dallo spirito democratico e di moderazione. Fino a quando ci saranno certe alleanze, sarà difficile una Casa dei Moderati.

    *In riferimento al sistema proporzionale come le pensa?

    Ecco in riferimento a ciò è bene ricordare che lart. 1 dice che LItalia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. In realtà lItalia è stata fondata più sul denaro, sulla ricchezza, che non sul lavoro. E stata più che altro una plutocrazia e non una democrazia, non di certo un governo del popolo. In questo senso la legge elettorale è stata un attentato alla democrazia. Non dare neppure la possibilità allelettore di scegliere il proprio candidato, ma imporre candidature come quelle di Previti, peraltro arrestato in questi giorni o DellUtri che si è avvantaggiato di una legge ad personam, altrimenti avrebbe dovuto scontare due anni e sei mesi rende lidea di come questa legge sia da rivedere, completamente.

    *Il tema scottante del lavoro. Veltroni ha riabilitato la Legge Biagi, ha detto che è da riformare, ma non da bocciare completamente. Altri la considerano lapice e la causa prima del precariato in Italia. Che posizione ha sulla Legge Biagi?

    Non dimentichiamo che questa situazione è stata determinata in parte dal centro-sinistra. Bisogna invertire la rotta. Non dimentichiamo che il centro-sinistra introdusse i c.d. Co.Co.Co., ora spariti per fortuna, per poter pagare i periodi di prova. Gli stessi sono stati strumentalizzati, infatti circa tre anni fa si arrivò a circa 2 milioni e 700 mila Co.Co.Co. Vorrei sottolineare un evento abbastanza importante su questo argomento.

    *Prego.

    Al Ministero dei Trasporti cè una centrale operativa, che risponde agli utenti che hanno a che fare con la Motorizzazione Civile, occupandosi dei dati sensibili di tutti i cittadini. Prima lappalto del call-center era stato dato ad una ditta privata. E qualcosa di assolutamente sbagliato affidare i dati sensibili di milioni di italiani ad una ditta che può passare la mano ad altre ditte, in barba alla legge sulla privacy. Tutto ciò non è affidabile. Circa tre anni fa, in proposito feci una trasmissione in Radio su Radio Roma, in cui si parlava del Co.Co.Co, come incostituzionale, perché prevedeva una situazione contraria allart. 4 della Costituzione, perché prevedeva un lavoro da dipendente con le non garanzie del libero professionista. Nel caso del Ministero la nuova ditta che venne impose questo trattamento e cera chi lavorava lì da 15 anni ed a 40 anni si vide costretta ad accettare.

    *E il caso di rivedere tutto, di attuare una vera riforma.

    Adesso ci sono i contratti a progetto. Cè un futuro nel segno del precariato e dellincertezza. Sono aumentati i divorzi e sono diminuiti i matrimoni. Questo è uno degli effetti collaterali di questa situazione. Oggi un giovane non può neppure comprare una cosa, perché è necessario impegnare una busta paga per un mutuo o un affitto. Una volta si diceva Ho trovato lavoro o Sono Disoccupato oggi si dice Lavoro, ma non so cosa farò. Cè una grande incertezza. Non si parla più tanto di usura in questi tempi, non so se è notato, ma anche questo è un altro effetto collaterale indiretto che bisognerebbe approfondire e che è conseguenza di tale sistema. Berlusconi aveva promesso 1 milione di posti di lavoro, ma se sono questi, ha vinto la scommessa, ma il lavoro è unaltra cosa.

    *Faccio lavvocato del diavolo. Limpresa italiana è in crisi. La concorrenza asiatica è molto forte. La grande impresa sceglie la strada della vendita o svendita o della fusione allestero. La piccola impresa è strozzata e quindi o sceglie la strada della flessibilità o cede al lavoro nero? Cosa è meglio e cosa il peggio?

    Lavoro significa stabilità futura e lavoro è un diritto costituzionale. Lo Stato ha il dovere di tutelare il lavoro, ma mi sembra che lo stia piuttosto calpestando. Un lavoratore che mette su famiglia, lavorando in tre mesi e per altri tre mesi non lavora più, può essere schiacciato dallusura. Si parla di mobbing, senza che ci siano però una legge adeguata. Ho partecipato ad un convegno sul Mobbing, constatando che una legge seria si attende da anni. Solo la Regione Lazio ha varato una legge regionale, fu un consigliere di Forza Italia a presentarla, Claudio Fucci, ma fu bocciata dalla Consulta su istanza del Governo Berlusconi, cosa abbastanza curiosa. Tornando al mobbing, questo tipo di impostazione del sistema lavoro, presta il fianco al mobbing. Lavoratori con contratti di più durata sfrutteranno quelli con contratti precari
    E una situazione da ribaltare, magari con incentivi alle imprese che possano assicurare contratti a tempo determinato e con grosse penalizzazioni per le imprese che mantengono la vergogna dei contratti precari.

    *Passiamo alla politica estera. Si dice che il binomio Usa-Italia è destinato a concludersi con lavvento del governo Prodi che guarderà verso altri modelli ed altre collaborazioni. E possibile che lItalia si rifaccia al modello spagnolo o a quello francese, ad esempio nel campo dei diritti civili. E vero che finirà anche il binomio Italia-Usa.

    Io guarderei prima al mio orticello. Prima risolverei i problemi interni. La Spagna di Zapatero sicuramente, per quello che si sente, sta rinascendo dopo gli otto anni di governo Aznar. Se parliamo dei diritti civili, se vogliamo chiamarli così, io posso essere daccordo personalmente con i PACS, ma non con le unioni omosessuali. Per giunta nella cattolicissima Spagna. E un po una contraddizione. In paesi come il Brasile forse non si arriverà mai ai matrimoni gay.
    Quanto al rapporto con gli Usa, spero che possano continuare, ma attenzione, devono essere rapporti di scambi reciproci e non di sudditanza. Il Governo Berlusconi si è piegato al governo degli Usa. Lo stesso partito di Forza Italia ha una visione servilistica, Berlusconi ha impostato il suo modello con gli Usa allo stesso modo, ovvero servi del volere di Bush.
    Quanto ai diritti civili, gli Usa stessi hanno molto da imparare, se pensiamo agli innocenti che aspettano il giudizio solo perché non possono pagare le spese legali. Si parlava poi di mercato con lestero. Se penso alla Cina che è lo stato che vanta al mondo il maggior numero di esecuzioni capitali. Ebbene, fino a quando non ci sarà uno standard di rispetto dei diritti umani, io frenerei lespansione commerciale ed economica della Cina verso lOccidente.

    *Le chiederei un parere sulla vicenda Calcio. Tema banale, ma saltato agli occhi della cronaca, della politica.

    Io sono sconcertato da quello che è successo. Siamo abituati a situazioni poco pulite delluniverso Calcio. Situazioni poco chiare ci sono state anche in altri sport ed in altri organismi. Il Calcio è un gioco. Quando il Calcio diventa business, con squadre quotate in borsa ed altro. Non dimentichiamo i crack di Cagnotti e Tanzi. Dove cè business si vengono a creare situazioni che permettono alle persone di arricchirsi illecitamente. Negli altri sport non esiste ancora tutto questo. Pensiamo al Calcio dei grandi valori, al grande Torino, perito a Superga, con grandi calciatori che giocavano per un premio-partita che poteva essere un cappotto.
    Questo non dovrebbe accadere. E il caso di fare vera pulizia e che i magistrati vadano veramente fino in fondo per punire pesantemente i reati che sono stati commessi e dare una lezione a questi signori. Fra questi cè anche Carraro e mi dispiace che sia stato sindaco anche a Roma, una città bella, rinata. Mi fa scemare un po di orgoglio di essere romano.

    *Ultimo punto. Cosa dovrebbe fare un governo, in questo caso, il Governo Prodi, non dico in cento giorni, ma con estrema urgenza almeno nei prossimi sei mesi. Tre priorità su cui intervenire.

    Prima di tutto la scuola. Soprattutto dopo la riforma Moratti che svalutato la scuola pubblica. Bisogna dare a tutti laccesso alla scuola pubblica, al sapere che è il segno distintivo di un popolo. Altra cosa su cui operare la sanità. Un esempio è il modello tedesco è molto avanti. Si paga una tassa più elevata, ma in Germania viene tutto rimborsato, visite private comprese. Conosco un caso spaventoso di un barbone dimenticato su una lettiga fuori dallOspedale di Ostia. La tutela della salute è un diritto da non calpestare che favorisce anche una società più laboriosa. Infine va rivisto completamente il sistema lavoro, a partire dalle assunzioni.

    Antonello De Pierro, giornalista, direttore del portale di informazione nazionale Italymedia e da tempo impegnato nel giornalismo di denuncia sociale. Ha collaborato per La Stampa e LOpinione, ha diretto nel 2003 il mensile Nuove proposte ed ha condotto programmi nel circuito tv Stream, oltre che essere un assiduo ideatore di trasmissioni per Radio Roma ed altre emittenti locali nel Lazio. Oggi è molto attivo nel giornalismo on line e nellinformazione telematica grazie al sito di informazione da lui diretto Italymedia.it

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