Una volta per tutte, sullo stretching

Una volta per tutte: lo stretching prima di fare attività fisica fa male, aumenta il pericolo di infortunio e non fa nulla per ridurlo.
Va bene?
Posso mandare a fanculo decine di insegnanti di ginnastica e varie attività fisiche fatte nel corso della mia vita?

Per chi fosse interessato, come me:
a) prima di attività fisica si fa riscaldamento generico. No, niente stretching. E SOPRATTUTTO nientre stretching balistico.
b) lo stretching balistico fa generalmente male.
c) lo stretching più effettivo è quello con la Facilitazione Propriocettiva Neuromuscolare, PNF. Ovvero, alternativamente prima contrarre isometricamente e POI allungare, oppure, meglio, allungare mentre si contrae il miscolo antagonista.
d) lo stretching si fa dopo l’esercizio, o dopo il riscaldamento. Viene meglio se caldi, ma non è poi così importante.

27 Responses to “Una volta per tutte, sullo stretching”

  1. Angelo Rossi Says:

    Meno male che ho sempre ACCURATAMENTE evitato di scaldarmi così in palestra…

  2. vale Says:

    non credo sia così semplice generalizzare. personalmente ho provato che se dopo (sì, sul dopo siam concordi) un allenamento di caporella con No o Lazaro, non faccio del serio allungamento, il giorno dopo mi fa male tutto, se lo faccio cio’ non avviene e vado tranquilla. per il mio corpo lo stretching è importante, poi mi diverte molto guardare i visini attoniti di quelli che ho intorno mentre faccio stretching estremo.

  3. Phoenix Says:

    Il mio insesgante di ginnastica ce lo ha spiegato bene, prima riscaldamento dopo streching, ed era una specie di playboy che con noi maschi si comportava tipo caporale dei marines….

  4. Aliosha Says:

    Infatti, lo stretching DOPO ha un buon valore, per lo meno anestetico.
    Ma prima no, incasina le valutazioni del corpo riguardo alla propria elasticità.
    Non è mentre fai sforzi che voi che il corpo non sappia quanto può forzare, no?

  5. Phoenix Says:

    Lo steching dopo aiuta a smaltire l’acido lattico che si forma nei muscoli, che poi è quello che porta il dolore e i crampi….

  6. frederico Says:

    Pur concordando sull’inutilità dello stretching balistico, posso giurare che il resto è una boiata (non ho ancora avuto tempo di leggere l’articolo e mi baso sul riassunto alioshesco). Il riscaldamento generico dev’essere veramente brutale per saltare lo stretching.
    peraltro lo stretching di compensazione DURANTE l’attività è altrettanto fondamentale. Lo stretching da freddo è piuttosto inutile e dannoso… No, non è che creda ai miti, è che ci lavoro, ed oltre alla mia percezione di me stesso osservo quando i miei allievi funzionano e quando si fanno male…

  7. Aliosha Says:

    Fede, l’articolo riassume semplicemente 10 anni di ricerche di diversi autori, che puoi trovare su Medline.
    Lo stretching a freddo, semplicemente per ottenere allungamento, non è dannoso; non serve come riscaldamento, ovvio.
    Per la tua percezione di te stesso: posso farti notare che uno che fa attività fisica a livello intensivo da quando ha 13 anni NON è esattamente la norma? Io ho iniziato attorno ai 26: quando devo far riscaldamento con delle ballerine, TREMO, perché la loro percezione di cosa fa bene a loro non è per nulla simile alla mia.

    Per il riscaldamento brutale: pare che tra 10 minuti di riscaldamento più 10 minuti di stretching, e 20 minuti di riscaldamento, sia SEMPRE da preferire il riscaldamento di 20 minuti. Ma, cosa strana, anche quello da 10 minuti senza stretching.
    Per citare un autore di testi sul bodywork che mi piace parecchio (come non amare uno che scrive libri per americani, e li apostrofa “comrades”, compagni?): “se hai bisogno di stretching per fare ottenere l’estensione necessaria alla tua attività fisica, stai facendo l’attività sbagliata”.

  8. frederico Says:

    Se fosse sbagliato aver bisogno di stretching per fare la propria attività, nessuno danzerebbe, nessuno farebbe un certo tipo di capoeira, nessuno avrebbe un certo tipo di qualità del movimento. E Basta.
    Quanto alla prevenzione degli infortuni, se prima di intraprendere lo studio di un movimento che richiede dalla mia gamba l’ampiezza di x gradi, io porto la mia gamba alla capacità di aprirsi x+y gradi, ottengo per bonus il lusso di poter sbagliare almeno un po’ quel movimento. Voilà.
    L’articolo che indichi, si limita ad asserire che più di tanti secondi o più di tante ripetizioni non servono, Ma Và!? :-O ed io che pensavo che se mi stretchavo per due ore mi trovavo a fare la spaccata! ;-)
    Quello che non viene preso in considerazione è l’attività che viene fatta in seguito allo stretching, allungarsi, se ben fatto, può essere parte integrante dell’educazione all’ascolto del proprio corpo (non il PNF, che FUNZIONA ma che non sviluppa nessun tipo di sensibilità), quindi di educazione al movimento e prevenzione dei propri malanni.
    Oltre a me stesso (perchè 13 anni? facevo gare di judo a 6 ;-) posso vedere da quattro anni una sessantina abbondante di persone di età tra i 16 ed i 45 cambiare il proprio corpo ogni settimana, non è un campione disprezzabilissimo.
    L’articolo che citi è MOLTO AMERICANO, “dunque se vi stretchate per x tempo aprite di tot se vi scaldate e vi stretchate aprite di tot….” i numeri non sono così importanti quanto il benessere e la sensibilità, cose che uno strtching ben fatto contribuisce a dare.
    un corpo che ascolta è un corpo che si infortuna poco, e che gode come un ludro.
    Se poi non hai voglia di fare allungamento, nessuno ti obbliga:-P

  9. frederico Says:

    Ah, sono d’accordissimo che non ti conviene andare dietro a delle ballerine che non han fatto altro nella vita che squartarsi … se devo fare allungamento/riscaldamento per me, faccio cose ben diverse da quelle che faccio con i miei allievi.

  10. frederico Says:

    Ah e leggiti anche questo…
    http://www.physsportsmed.com/issues/2005/0305/shrier.htm

  11. Aliosha Says:

    Ah e leggiti anche questo
    http://www.physsportsmed.com/issues/2005/0305/shrier.htm

    Scusa, ma non dice esattamente quello che dice l’altro? (del resto, è lo stesso autore, micaperniente).
    Che fare stretching PRIMA fa male, o non aiuta, perché semplicemente incasina le valutazioni automatiche della mobilità muscolare? Visto che la mobilità umana non è limitata dal muscolo ma dalla contrazione innescata a livello nervoso, PER EVITARE i danni a legamenti e tendini (ovvero, il corpo preferisce uno strappo muscolare, che guarisce, a un legamento strappato, che non guarisce: chiamalo scemo).
    E non mi sembra di aver detto che lo stretching non serve: solo, non serve PRIMA. Lo stretching lo fai dopo, o a parte.
    (Al post più lungo rispondo dopo; sull’essere un articolo “americano”, è solo l’ultimo della serie che ho letto, ma gli altri erano principalmente libri, o non ero in vena di bloggare, o altro)

  12. frederico Says:

    E’ pure ebreo oltre che essere americano, ancora più pragmatici(aaargh ;-)
    L’autore è lo stesso, ma se vai a leggerti i casi specifici, alla fine consiglia a quasi tutti di fare stretching… (guardati il caso del taek-won-doista ad esempio)
    La sua tesi è che fare stretching in maniera occasionale è inutile.
    e che farlo prima riduca del 2% la potenza
    Son d’accordo sulla prima ipotesi e posso credere alla seconda.
    Fare uno stretching che abbia a che vedere con quello che ti accingi a fare PREVIENE gli infortuni, ed educa, ti fa conoscere i tuoi muscoli cosicchè guarda un po’ non siano contratti nel momento sbagliato, mi fa vedere fin dove posso arrivare in quel preciso momento (non tutti i giorni siam lunghi uguali). Se mi dici che posso fare stretching in un altro momento della giornata ed ottenere gli stessi risultati… non ne vedo il senso, semplicemente, non affetto alla mattina la cipolla per il soffritto della cena. Oltretutto la teoria che lo stretching funzioni anche a freddo è sbugiardabile molto facilmente: fai stretching alla mattina appena alzato e dimmi che non fai più fatica.
    Ribadisco, la scienza per quello che riguarda la conoscenza del corpo è lontanissima in molti casi dal buonsenso e dal benessere, come puoi verificare parlando con un qualsiasi studente di educazione fisica:
    Ragionano ancora sull’isolamento dei muscoli e sulla prestazione a breve termine. Uno sportivo a trent’anni è rotto e non serve più, io vorrei durare un altro po’.
    Io di per me passo la giornata a stiracchiarmi, e tutto sommato funziono e mi sentirei di consigliarlo, ma se passi la giornata alla scrivania e non vuoi ucciderti quando cominci a fare attività. un buon riscaldamento ed un po’ di allungamento FATTO BENE te li auguro

  13. Aliosha Says:

    Fede, non ho detto e non dico che lo stretching non serve.
    Anzi: è assolutamente utile e necessario.
    RIpeto che tendenzialmente non serve PRIMA della attività, anzi; quello che vuoi è scaldare i muscoli e aumentare la produzione di liquido sinoviale.
    Sull’affettare la cipolla la mattina per il soffritto la sera, vediamo: tu forse fai sollevamento pesi PRIMA di uno sforzo?
    No. Ma questo non vuol dire che il sollevamento pesi non serva per aumentare la forza, anzi: solo che lo fai in altri momenti, con un obiettivo di medio-lungo termine.
    Quindi: certo, stretching e movimento libero (e tecnica Alexander e Feldenkreis e tutte quelle cose lì) servono a farti conoscere il tuo corpo, a sapere come rilassare i muscoli prima dello sforzo, a come non contrastare i movimenti eccetera. Ma farlo PRIMA di attività intensa, invece, serve allegramente a incasinare i sistemi automatici di difesa.
    Ancora: la maggior parte degli allungamenti e dei riscaldamenti PRE-sforzo sono fatti più o meno di corsa, e sono (a mio avviso personale, come sensazione sul mio corpo; e da quello che ho letto) inutili. Se non tieni l’allungamento per almeno 15 secondi (30 è meglio), non serve a molto.

    Infine, sullo stretching mattutino: io odio farlo, ma ho amici artisti marziali che non fanno che quello. E con il PNF riesco a farlo anche io.
    (Per altro, strano: io trovo molto più utile il PNF per migliorare la mia percezione del muscolo, perché noto come si modifica la tensione e il rilassamento in base ad altre cose che faccio; ovviamente, lo faccio per una oretta, e sono “vecchio” per gli standard atletici, ed ho COMINCIATO da vecchio).

  14. frederico Says:

    Il Pnf è una mia questione personale e non ne discuto affatto l’efficacia, e son convinto della supremazia della costanza sull’una tantum, però se io per lavoro devo alzare le gambe (vedi l’esempio della ballerina sempre sull’articolo segnalato) lo stretching prima mi è necessario o almeno molto utile, soprattutto se non sono un esperto in quel che sto facendo, perchè mi consente di sbagliare, di avere tolleranze maggiori di errore, e questo per me è prevenire gli infortuni.
    Uno stretching con posizioni tenute per meno di 15 secondi è molto ridicolo, e non serve neanche ad allungare.
    Lo stretching mattutino è una gran cosa, ma io devo essere in piedi da almeno 15 minuti altrimenti non scendo neanche alle ginocchia (falso ma rende l’idea).
    Un’ora di stretching è una quantità di tempo che tutto insieme non ho quasi mai il lusso di avere… :-(

  15. Aliosha Says:

    >Unora di stretching è una quantità di tempo
    >che tutto insieme non ho quasi mai il lusso di avere :-(

    Di solito lo faccio mentre ascolto un audiolibro o la TV…

  16. frederico Says:

    un audiolibro :-0!? non so se dire “Fico” o “ma stai scherzando?” che audiolibri ascolti?

  17. Aliosha Says:

    Dunque, qualche tempo fa Fight Club, il libro è MOLTO più figo (e assurdo) del film.
    Ora sto ascoltando Collaps, di Jared Diamond (quello di Armi, acciaio e malattie).
    Poi non so se passare al Gilgamesh o al Tibetan book of the dead.
    A parte, Das Parfum di Süskind, più per la lingua che altro (non mi piace la drammatizzazione che i tedeschi mettono negli Hörbuch).

    Molto Alan Watts, di solito.
    Ti passo qualcosa?

  18. frederico Says:

    yep mi interesserebbe. Ricordo che Stephen King (si, non ridete) al momento di riprendere a scrivere la “Torre Nera” (sette volumi, qualche migliaio di pagine, strano, disturbante e BELLO) disse che si mise ad ascoltare i primi volumi in audiobook e che questo lo aiutò molto a riprendere il filo, ha addirittura dedicato uno degli ultimi libri al narratore !

  19. Aliosha Says:

    Perché dovrei ridere?
    A parte che è un mezzo compagno, mi piacciono abbastanza le sue idee sulla scrittura; poi non lo leggo perché l’horror non mi interessa, ho già i miei problemi a dormire la notte. Ma il successo NON vuol per forza dire che uno si è venduto; cosa dovrei dire, ora, che non mi piacciono Gaiman e Pratchett perché ORA sono dei best sellers? Bah.

    Non so perché in Italia la cultura dell’audiolibro non attecchisca. A me sembra SENSATISSIMO ascoltare un libro mentre, chessò, vado in macchina, o nel lettore mp3 mentre sono in treno (o in bicicletta, lo so, vietatissimo). Piuttosto che ascoltare una radio da schifo. O il tiggì.

    Se avessi spirito imprenditoriale, ci proverei, a lanciare la cosa.

  20. frederico Says:

    Beh la torre nera è più un bizzarrissimo fantasy, western, romanzo di formazione…. boh è veramente grosso e strano, lo consiglio a chiunque non si spaventi di fronte a dimensioni immense

  21. Phoenix Says:

    La torre nera l’ho letta, non mi ero mai comprato i libri perchè non mi piaccono le cose a metà, quini li ho comprati tutti insieme una volta finiti, e li ho letti tutti di un fiato, non è il miglior libro di King, ma è diverso dal solito, il che ne fa un libro interessante, inoltre aiuta aver letto tutti gli altri prima di cominciare la torre nera, molte troppe citazioni….

    p.s.
    Riguardo al mezzo compagno, una volta sul suo sito pubblicizzava uno sciopero dei consumatori americani contro la gerra in iraq, e ha messo all’asta su ebay la possibilità di avere il proprio nome come personaggio di un suo libro, e il ricavato è andato all’associazione contro il patrioct act :)

  22. Aliosha Says:

    Appunto, è un mezzo compagno: io pure, per me è un complimento. Non mi riconosco totalmente in ALCUN partito, e sottoscrivo l’affermazione di Franco, un amico ai tempi dei noiosissimi collettivi bolognesi:
    “Sei un compagno?” chiese A, noto sostenitore di Rifonda.
    “No, sono Franco; e tu?”. Autografo.

    Per King come scrittore, ho l’impressione che soffra di incontinenza verbale. Non credo che ci sia NULLA che necessiti di migliaia di pagine per esser scritto. Non mi piace troppo Stephenson per lo stesso motivo, non rileggo più Tolkien (e l’ho letto 4 volte, il Sign degli A, ma prima dei 17), non adoro il tardo Asimov.
    Nulla di oggettivo, non è un male: a me non piace.

  23. frederico Says:

    Stephenson è un genio, per quel che mi riguarda, a me la gente che si sa prendere spazio e tempo nella narrazione piace molto, Asimov non mi entusiasma MOLTO in nessuna delle sue epoche.
    La Torre Nera con tutti i suoi smisurati difetti mi è piaciuto più di tutto quel che ho letto di King, che non è poi moltissimo.
    Ma…stavamo parlando di stretching…nerd di merda :-P

  24. Aliosha Says:

    Stai parlando a me?
    No, dico, stai parlando con me?
    Perché non sono io ad aver iniziato l’off topic, okkey?
    (menzogna)
    Cheppoi, di norma, in quasi tutti i miei temi c’era “scritto bene, ma un po’ fuori tema”, e che cazzo, è colpa mia se secondo me la bisessualità è legata alla politica e agli scritti umoristici di Terry Pratchett?

  25. Simon Says:

    A mio parere lo stretching è molto importante. Parlo da ballerinoginnasta e so che questo potrebbe far nascere dei preconcetti ma anche io ho dei parametri di valutazione:
    Non credo sia buono fare stretching prima dello sforzo(movimento). Credo abbia un effetto leggermente anestetizzante sui muscoli, ma penso che un certo tipo di stretching praticato dopo un riscaldamento graduale della durata di c.ca 20 min. aiuti a mantenere l’elasticità delle fibre muscolari e prevenire strappi e altri danni.
    Per esperienza personale io prediligo l’allungamento associato alla respirazione, quindi non lo stretching stile “trattengo il fiato e soffro”. Il muscolo ha bisogno di essere stimoltato anche mentalmente con posizioni che permettono di allungarlo mentre esso è attivo. Questo vale specialmente per coloro che hanno superato la fase di sviluppo corporeo.
    Ciao

  26. Marmeot Says:

    Mi permetto di intromettermi in questa discussione sullo stretching…Dagli insegnamenti al corso di laurea di Scienze Motorie si evince che lo stretching effettuato prima dell’allenamento incide prevalentemente sulle strutture tendinee ed aponeurotiche dei muscoli poiche il muscolo freddo possiede una bassa viscosità e quindi le fibre muscolari tendono a limitare il proprio slittamento le une sulle altre. Il risultato è quindi l’allungamento delle strutture tendinee ed aponeurotiche che portano ad un aumento della lunghezza del muscolo a riposo.
    Lo stretching eseguito alla fine dell’allenamento invece coinvolge maggiormente le fibre muscolari proprio grazie all’aumento di viscosità dato dall’aumento di temperatura del muscolo stesso. L’utilità quindi è quella di favorire il recupero e il riassorbimento dei cataboliti come l’acido lattico.
    Spero di non aver detto troppe boiate.Buona giornata.

  27. Aliosha Says:

    Fico.
    Quindi da quello che mi pare di capire, lo stretching a FREDDO allunga il muscolo, quello a CALDO lo fa recuperare rapidamente.
    Mi sbaglio?
    (Ma da quello che ho letto, c’è anche la cosa che lo stretching PRE allenamento incasina la propriocezione, quindi rende più facile fare movimenti pericolosi. è anche vero che abbiamo fatto stretching estremo ad un workshop di danza, e POI abbiamo proprio lavorato sui movimenti nuovi che potevamo fare…)

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