Lo so, siamo pieni di contraddizioni, non dovrebbe essere una novità, un problema.
Ho passato anni a mettere assieme cose nella mia testa, sbattendole le une con le altre fino ad ammaccarle, pur di farle coincindere: non coincidono, spesso l’ideologia contrasta con la biologia, e viceversa, e quello che penso ora con quello che pensavo ieri e anche con quello che penso ora, se ci guardo bene. Lo so.
Eppure, da quelli che ci si è scelti come _idoli_, seppure parziali, si vorrebbe qualche cosa di più. Se non coerenza, magari sincerità: che poi è una forma di coerenza.
Da quando ho scoperto alcune cose della vita di Osho Rajneesh, le sue decine di limousine, i suoi problemi con lo stato americano NON in quanto pericoloso rivoluzionario, ma perché non pagava le tasse (ricorda nulla?), i suoi abusi psicologici e sessuali, il suo mungere i discepoli, faccio fatica a leggere i suoi libri. Eppure sono ben scritti, e spesso hanno qualche cosa di sensato, dentro. “L’illuminazione e la saggezza non vanno sempre fianco a fianco” ha scritto qualcuno.
Eppure. Eppure ho _rovinato_ Rajneesh per una serie di persone, facendo notare queste cose. Cerchiamo una guida spirituale, non uno che dice “fate come dico, non fate come faccio”. Così siamo capacit tutti, no?
No, in effetti no: io non sono capace a scrivere come Alan Watts.
Che da qualche anno è entrato nel novero dei personaggi che stimo molto, da quando _La via dello Zen_ mi è capitata in mano proprio al momento giusto, quando per questioni sentimentali tutto quello di cui avevo voglia era di stare sotto terra (no, tutto quello di cui avevo voglia era che una certa persona tornasse da me; in mancanza di quello, stare sotto terra). Di recente mi sono anche imbattuto nelle registrazioni delle sue conferenze: belle, calde, interessanti.
Ho scoperto oggi, cercando il link alla sua pagina su Wikipedia, che è morto alcolista.
Ora: una delle cose che trovo affascinanti di Watts è la sua curiosità; uno che dopo una vita passata a meditare e a lavorare sulle filosofie orientali, ha l’occasione di provare l’LSD e dice, hej, questo è una scorciatoia, non avete mica bisogno di meditare per 20 anni!
Uno che è “disposto a provare tutto, almeno una volta”. Per cui il senso di filosofie complesse come quelle orientali è PRINCIPALMENTE di poter capire meglio la nostra, spesso implicita.
Uno per cui _serietà_ è una parolaccia.
Però, alcolista. Non ho nulla contro le droghe (anzi), ma non ho simpatia per l’alcol, che ottunde. Oltre tutto, Watts è uno che ha scritto contro la dipendenza, perché la dipendenza è un gesto da stupidi.
But the point is this: when you’re feeling blue and bored, it’s not a good idea to have a drink, because you may become dependant on alcohol whenever you feel unhappy.
Alan Watts
(Ma il punto è: quando ti senti triste ed annoiato, non è una buona idea farsi un bicchierino, perché puoi diventare dipendente dall’alcol ogni volta che sei infelice)
Mi sono messo a cercare in giro, per confermare l’alcolismo di Watts. Sì, pare proprio sia confermato; in alcune pagine ne parlano assieme alla sua passione per le donne, come di qualche cosa di contrario all’essere illuminati. Sarà che ne soffro anche io, e che non ho alcuna intenzione di farmela passare, ma non ci vedo nulla di male. Fino a che non predichi l’astinenza o il rifiuto del corpo (cosa che non ha mai fatto), non vedo perché il godersi il corpo, il proprio e quello altrui, possa essere un male.
Ma l’alcolismo?
Non so. Ci devo pensare. Continua a piacermi quello che ha scritto, e come parlava. Ma forse un po’ meno. O forse, devo solo accettare che si tratta di “fiction”.
Dopo tutto, non pretendo davvero che Neil Gaiman creda agli dei.
febbraio 11th, 2006 at 2:02
Bah penso che le buone idee vogliano così tanto essere ascoltate, da scegliere, in mancanza d’altro, persone qualsiasi per essere propagate. Mettila così se segui delle teorie di persone che ti hanno deluso, sei certo di non essere vittima del carisma del guru ma del valore dell’idea…
febbraio 11th, 2006 at 8:36
ti han mai detto che sei saggio, fede?
febbraio 11th, 2006 at 10:10
Concordo: Fede, questa è un’ottima chiave interpretativa.
Il Meme delle idee che scelgono le persone mi ricorda qualche cosa di Kundera, ma il “seguo l’idea, non la persona” è decisamente geniale.
Wow.
Thanks.
febbraio 15th, 2006 at 9:21
è il solito problema, del predicare bene e razzolare male.