Un locale di culto berlinese è un animale particolare, il cui successo molti vorrebbero copiare e replicare in altre città. Ma, un po’ come il parmigiano, non è facile da creare altrove: c’è chi dice che sia il tipo di erba, chi il tipo di acqua, chi il tipo di drog ehm, cibo. Per venire in contro agli imprenditori psichedelici di tutto il pianeta, seguono alcune note sulle caratteristiche che un locale di culto berlinese deve assolutamente possedere.
Prima di tutto, il Locale di Culto era meglio prima. Era meglio un anno fa, due anni fa, dieci anni fa. Anche quando appena fondato, era meglio prima, quando non era commerciale, quando non ci andavano tanti yuppi o tanti eterosessuali o tanti omosessuali o tanti sessuali, eccetera. Questo è importante: il locale di culto era meglio prima, è ormai sputtanato e sulla via della trasformazione in qualcosa come McDonalds; proprio per questo, bisogna frequentarlo al massimo fino a che comunque esiste.
Il locale di culto si trova in un complesso industriale dismesso. Poiché la disponibilità di complessi industriali dismessi è limitata, mentre invece aprono nuovi locali di culto ogni mese, se non ogni settimana, in alcuni casi il complesso industriale viene costruito al fine di venire dismesso, per ospitare appunto il locale di culto. Nessun locale di culto berlinese può esistere senza stanze precedentemente utilizzate come caldaie, e tubi, e sospetti indicatori a lancetta (quelli digitali sono passé).
Punti bonus se il locale caldaia viene ora utilizzato come dark room.
Il locale di culto si trova in una strada difficilmente raggiungibile, il più lontano possibile da qualunque trasporto pubblico. In una città in cui è difficile essere a più di 50 metri dalla fermata della metropolitana, il locale di culto non è mai a meno di un chilometro di strade tortuose dalla fermata della metro peggio collegata d’Europa. Per non rendere le cose troppo facili, il locale di culto non espone il nome all’ingresso, per lo meno non il proprio; è possibile che esponga una targa con scritto “Bar Mario”, ovviamente. Non ci sono cartelli che indichino come arrivarci, e tutti gli ingressi e le finestre sono anneriti e sbarrati. Da fuori, il locale di culto è, e deve essere, irriconoscibile, indistinguibile da tutti gli edifici che lo circondano. è di solito possibile trovarlo solo se accompagnati per mano da qualcuno che lo conosce, ed è in grado di tornarci; vista la frequentazione dei locali di culto, la cosa non è scontata. Alternativamente, è possibile seguire la scia di taxi che fanno avanti e indietro dal locale, anche se ogni tanto i taxi fanno invece la spola con un bordello tatticamente appostato a 50 metri dal locale di culto.
Sui volantini è spesso indicato l’indirizzo del locale di culto, per ragioni più che altro cabalistiche e legate a religioni sincretiche neo-pagane. L’indirizzo ha la stessa utilità pratica della transustanziazione dell’ostia: la via in cui il locale di culto si trova non compare nelle cartine, il nome della strada è stato tolto dal cartello, e comunque il numero non compare fuori dal locale. Non compare alcun numero su alcun edificio 100 metri attorno al locale, per la precisione. Ad esempio, in caso il locale sia al numero 14, la strada non presenterà alcuna indicazione numerica dal 7 al 32.
Il nome del locale non è importante, purché non significhi nulla o significhi qualche cosa di molto, molto banale. Esempi tipici sono Supamolly, Berghain e Weinerei (il primo non vuol dire nulla, il secondo è parco della collina, il terzo vineria; ovviamente non c’è alcuna collina, tanto meno un parco, mentre alla vineria si può anche mangiare o bere un decente caffè).
Per ora è tutto…
Novembre 15th, 2006 at 21:02
ot: ringrazio per il link e lo contraccambierò appena rimetterò le mani su quel cazzo di blog che mi appartiene
Dicembre 5th, 2006 at 23:32
Il 7 e il 32 potrebbero anche essere uno di fronte all’altro, lo sai?
Via, è solo per fare il pignolo ;-)
Dicembre 6th, 2006 at 17:53
Certo che lo so: no, in ogni caso accennato, la numerazione SPARISCE da N numeri prima (che siano solo pari, o entrambi), a N numeri dopo.
Di certo, al Kit Kat Klub, al Golden Gate, al Supamolly.
Al Darkside, c’è una minuscola placca di ottone con una scritta, e nel cortile interno, un minacciosissimo buttafuori (beh, non come Lucifero, al Sage Club il giovedì o al Panorama Bar il venerdì e il sabato, certo), per capire che si è nella direzione giusta…