Visto dibattito nell’articolo di Fulvio, un paio di traduzioni essenziali:
“Ma de che aò” si può tradurre in inglese alternativamente in “But of what, uoooh” o in “But of that uoooh”, dipende dalla connotazione (contenti, Phoenix e Fu?).
“Ma anche no” si traduce ovviamente in “but also not” in inglese (e “but not too” in ammericano), e in “aber auch nicht” in tedesco (che, famosi per la flessibilità e lo humor, apprezzano sempre, e ti spiegano per una mezz’ora che, davvero, aber auch nicht non si dice in tedesco. Davvero?).
“Intortare” si traduce con “to incake”, ma anche con “to hit on” (una delle due è vera).
“Non mi caga” diventa “s/he does not shit me” il martedì, il sabato e il giovedì, mentre “I’m not his/her cup of tea” il mercoledì e il lunedì; gli altri giorni chiedere di Piero.
“Andar a far danni” è “to go to do damages”, notare l’uso del verbo “to do”, diverso da “to make”.
“Far sesso” diventa “have sex”, che secondo me non ha la stessa connotazione, “could I have some sex, coffeinfree and sugarfree, please?”, non suona bene. Ma farlo, beh, sì. Ma “to make sex” non si dice, e “to make love” è un pelino impegnativo.
Altre frasi essenziali da tradurre?
Gennaio 8th, 2007 at 22:08
Sono sempre stato incuriosito da una cosa, ma non ho mai avuto occasione di chiederlo a nessuno che potesse rispondermi… Quale posto migliore dei
commentidi Genius ???Mi piacerebbe sapere quali sono i “modi di dire” dei “non italiani”; per esempio: esiste un “tagliare la testa al toro” o “fare di tutta l’erba un fascio” in inglese? Oppure come si possono tradurre frasi del genere durante un discorso (a parte evitandole drasticamente)?
Ed ora che ci penso, questo dubbio m’è venuto guardando il film (?) “chi ha incastrato Roger Rabbit” un po’ di anni fa; ad un certo punto Jessica Rabbit dice “non sono cattiva, è che mi disegnano così” giocando sicuramente sul verbo “paint” che avrebbe permesso di tradurre la stessa frase con ”è che mi dipingono così”, facendole però perdere (in italiano) la
comicitàdata dal doppio senso…PS: Battere chiodo, tagliare la corda, dare pan per focaccia, ridere sotto i baffi, rimanere con un pugno di mosche, girare a vuoto, ...
Gennaio 8th, 2007 at 23:26
La società di corsi di lingue francese Assimil pubblica dei libriccini, anche in italiano, intitolati “l’americano senza censure” e “l’inglese britannico senza censure”, che in pratica è un corso rapido di slang, ci son molti modi di dire, e anche parolacce e le frasi “to incake” con l’altro sesso….
si trova anche su emule….
Gennaio 9th, 2007 at 0:53
Io tendo ad evitare alcune espressioni, o a usare quelle appunto della lingua di arrivo.
Espressioni che mi mancano: “montarsi la testa” e, soprattutto: “tira più un pelo di figa che un carro di buoi”.
Per Phoenix: i libri di slang li ho letti, ma vuoi mettere poter dire a una che non è la tua tazza di the?
Gennaio 9th, 2007 at 1:08
Comunque:
tagliare la testa al toro, to cut the head of the bull.
(to cut it shortly)
fare di tutta l’erba un fascio: to make of all the grass a bundle.
(to overgeneralize)
battere chiodo: to beat nail.
tagliare la corda: to cut the rope.
dare pan per focaccia: give bread for focaccia.
to remain with a fistfull of flies, smile under the mustaches, to turn empty…
O no?
Gennaio 9th, 2007 at 9:05
mi permetto di confutare alcune affermazioni.
“Cagare” non si dice volgarmente “to shit” ma in maniera foneticamente più corretta “to cake”. “Cake me the cash” dirà l’amico all’altro amico recalcitrante nel rendergli il denaro. O “She’s not caking me more than a lot” (non mi caga più di tanto) dirà Fulvio ad Aliosha della bella giornalista.
Va segnalato anche il cortese modo di chiedere strada tra gli anglofoni; è d’uopo poggiare una mano sulla spalla / avambraccio della persona alla quale si chiede strada ed apostrofarla cortesemente “Perry Mason!” (permesso).
Gennaio 9th, 2007 at 10:39
Fu, mi sa che abbiamo filosofie traduttive diverse. è ovvio che tu segui più la metrica, mentre io cerco maggiormente di restare fedele al noumeno dell’espressione autoriale.
Ti ricordo poi che sfiorare qualunque parte del corpo di un uomo nordico (e credo anche anglico) risulta nel tipico sguardo traducibile solo in “ma che sei frocio?”. Non per nulla devono fare il Fight Club, per toccarsi tra uomini.
Gennaio 12th, 2007 at 13:37
scusate la mia profonda ignoranza, ma come si traduce “chiedere di piero”?
no, perché son gli altri giorni che mi interessano.
Gennaio 12th, 2007 at 14:29
Ask about Peter?
O meglio
Ask of Peter?
Gennaio 21st, 2007 at 9:53
Italian Slang : http://www.beginningwithi.com/italy/living/itslang.html