Siamo tutti pirati (ma senza la benda)

Stavo leggendo questo articolo, invece di fare quello che Devo Fare.
In breve: un tizio ha provato a fare la cosa giusta, comprare delle canzoni via Web invece che scaricarle: e si è trovato in un incubo di DRM e cose che NON poteva fare.
“Io voglio solo ascoltare con iTunes la musica che ho comprato”
“Non puoi: non hai comprato alcuna musica, solo la licenza di usarla in alcune situazioni come diciamo noi”
Questo è successo qualche tempo fa nella mia famiglia.
Senza cercare di comprare musica sul web o cose del genere: i miei genitori hanno comprato una compilation di 3 CD di Vecchioni.
Uno dei 3 CD non funzionava in quasi nessun lettore in casa, solo sul computer e su di una vecchia radio, ma non su di un vecchio stereo e non su quelli nuovi. Non capivano perché.
Quando sono passato da casa, qualche settimana fa, mi è stato chiesto aiuto.
DRM sta per Digital Right Management, gestione dei diritti digitali. Ovvero, come qualcuno può cercare di impedirti di fare qualcosa con qualche cosa che credi di comprare. In questo caso, i CD non erano “CD Audio”, non c’era l’etichetta standard. Ce n’era un’altra, FairQualchecosa, con tanto di trademark e tutto il resto. Che io sappia, incasinano lo standard in modo che i CD siano leggibili sui lettori CD e non sul computer, e non copiabili.
Non ha funzionato molto bene.
La soluzione più veloce, e credo unica, che ho trovato al disco che non funzionava, è stato convertirlo in un altro formato (non ricordo se FLAC o MP3 ad alta qualità), per poi fare un CD masterizzato con quello.
Ovvero: le protezioni anti pirateria non mi hanno fatto un baffo, ma hanno frustrato i miei genitori, ed hanno fatto sì che io abbia DOVUTO fare format shifting e avere delle copie in giro.
Ora.
C’è una morale in tutto ciò, ma ho fame.

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