With somebody else’s eyes

Un blog non dovrebbe essere un diario, signori, lo so: dovrebbe essere un metodo di informazione/intrattenimento di supposte tVrbae di geeks pronti a commentare a mouse tratto le falle di Vista (parentesi g33k: ho comprato un computer nuovo per lo studio di registrazione con Vista on board. Dopo circa sedici minuti netti al valor medio della marina militare è volato nel Valhalla dei sistemi operativi) o a fare scandalosi racconti di sesso estremo, variopinti quanto spesso totalmente immaginari (vorrei vedere una qualche SUDICIE girl mentre stira, guardando un posto al sole, coi bigodini e l’occhio cetriolato – sì, mentre stira, per questo han sempre le magline traforate mostratette).
Ma basta un giro nell’archivio del blog per ripercorrere istanti della propria storia al rallentatore, come leggere gli anelli di un albero. E si, confesso: sarei un bel pò seccato se nell’istante prima di morire scorresse dinanzi a me il BLOG della mia vita.
Però gli anni passano, e le mamme imbiancano, come le mie basette. E se una certa signorina insinua (a ragione?) che sono in crisi di mezza età precoce (esco con ragazze giovinissime, quasi tumescenti; voglio comprarmi un’auto sportiva; mi lagno del mio lavoro ma sono stakanovista) un altro signore (io, per l’esattezza) pensa che in realtà le cose ora stanno andando come sarebbero già dovute andare verso i miei 24-25 anni; credo questo faccia di me una specie di ritardato prodìge, o di enfant prodige congelato dagli alieni, fate voi.

La smetto di menare il can per l’aia; la cosa che mi stupisce è come ogni tanto riesca a guardarmi da fuori, e mi veda una persona profondamente diversa da ciò che fui. Certo, diranno i miei (due) piccoli lettori, è normale, è una cosa che succede a tutti. Normale una sega, piccoli lettori: ogni tanto mi capita di guardarmi dall’esterno, con gli occhi altrui, e NON mi riconosca. Al timido, impacciato, velleitario, goffo, sempiterno studente di scienze naturali si è sostituito (sempre opera degli alieni?) un aggressivo, sfacciato, energico, goffo (bon qualcosa resta uguale, dai), leonino imprenditùr dell’italico nordeste. E sono curiosi i pareri della gente attorno a me, che ogni tanto mi dipingono come qualcuno che non ritengo di essere, e poi invece scopro di essere. Qualche tempo fa un tipo sconosciuto è venuto a congratularsi con me alla fine di un ballo particolarmente sexy ad una festa con una tipa sconosciuta perchè “non ha mai visto un tipo con tanti culi in mano come me”. Ehm, ma io sarei fulvio il timido. No?

Vi pongo questa domanda: vi siete mai accorti di essere qualcun’altro?

One Response to “With somebody else’s eyes”

  1. Aliosha Says:

    Sì.
    Idem per la stessa cosa.
    “Ma sono io questo?”
    Suppongo che tra un po’ mi sveglieranno per dire che è finita.
    (Per altro, OGNI TANTO mi sveglio, e mi chiedo PERCHé sono io questo. Ma sono solo alcuni giorni)